FEDERALISMO, BENI ALIENABILI. Tremonti, verso la rivoluzione fiscale Lista infinita di terreni, isole, palazzi, ex caserme Nel Veneto Zaia esulta: «È la giusta direzione» Obiettivo, valorizzazione. Ma si potranno vendere I NODI. Anche i «Monti pallidi» tra i beni statali alienabili nell'ambito del federalismo demaniale Roma cede le Dolomiti. Zaia: «I simboli tornano a casa». Allarme prefetture:«Vogliono cancellarci» Ci sono anche una serie di «pezzi» di Dolomiti nell'elenco dell'Agenzia del Demanio che fa la lista dei beni trasferibili agli enti locali col federalismo demaniale. Si va dalle Tofane al Sorapis, dalla «Croda del Becco» al Cristallo. Non colmerà i tagli della Finanziaria per i quali sono sul piede di guerra, ma con il federalismo demaniale agli enti locali può arrivare un bel tesoretto. Dalle isole ai mercati, dalle montagne agli ex aeroporti, il valore del patrimonio disponibile per le autonomie che potranno «scegliere» alcuni dei beni con un progetto di valorizzazione, è di poco oltre i tre miliardi. Ma è chiaro che può diventare molto di più. Anche perché a disposizione, a titolo gratuito, di Comuni, Province e Regioni, c'è un patrimonio consistente. «Stiamo andando nella direzione giusta, i simboli vengono restituiti alla comunità», commenta il governatore veneto Zaia. Intanto, è allarme prefetture: il prefetto di Roma denuncia: «Nelle commissioni parlamentari stanno presentando maliziosi emendamenti per eliminare le prefetture o ridurle trasferendo le funzioni agli enti locali o alle questure». Dal mercato di Porta Portese agli isolotti vicini alla Maddalena. Dalle Dolomiti ai palazzi storici. L'agenzia del demanio ha definito la lista dei beni dello Stato dei quali gli enti locali - Comuni, Province e Regioni - possono fare richiesta in base al federalismo demaniale. Si tratta di beni (in certi casi unici e irripetibili) che gli enti locali possono ottenere a titolo gratuito con l'obiettivo della loro valorizzazione. Ma non solo: è prevista anche la loro «alienazione», ovvero la vendita. A patto che l'introito sia destinato all'abbattimento del debito pubblico: insomma, gioielli che oggi sono di tutti gli italiani, potrebbero essere venduti per fare cassa. Accanto a ogni «bene», viene indicato un valore di inventario, che ammonta in tutto a circa tre miliardi. L'elenco «provvisorio» del Demanio è composto di 11.009 schede per un totale di 19.005 cespiti. LE DOLOMITI DI CORTINA. Anche le montagne entrano a far parte dei beni trasferibili: si va dalle Tofane al monte Cristallo alla Croda Rossa el Sorapis, all'Alpe di Faloria, a Cortina. Immediata la reazione del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: «Mi sembra una cosa buona. Stiamo andando nella direzione giusta, anche dal punto di vista dei simboli. Il fatto che pezzi così famosi delle Dolomiti, dichiarate patrimonio mondiale dell'umanità, tornino alle loro comunità riporta all'espressione più volta usata dal presidente Napolitano, "responsabilità". Consapevolezza e responsabilità ci serviranno per gestire nel miglior modo il patrimonio». PALAZZI STORICI. Roma è in prima linea. C'è il museo di Villa Giulia, dal quale potrebbe essere sfrattata la famosa coppia di Sposi Etruschi. Risultano a disposizione un immobile a piazza delle Coppelle, in centro, che vale oltre 22 milioni e mezzo; l'Archivio della Corte dei Conti alla Bufalotta (67 milioni), un complesso immobiliare a via della Rustica da quasi 90 milioni. A Bologna c'è l'ex convento della Carità (valore 330mila euro), mentre a Trieste c'è l'Archivio di Stato (5 milioni). A Venezia è reso disponibile l'ex forte di Sant'Erasmo, che vale 7 milioni. Nella lista entrano il fabbricato del cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti (4,5 milioni) e l'intero Idroscalo di Ostia, dove morì Pier Paolo Pasolini, per circa 6,7 milioni di valore di inventario. FARI, BINARI E ACQUEDOTTI. Potrebbe andare agli enti locali il faro di Mattinata sul Gargano, così come il vecchio faro di punta Palascia a Otranto o ancora, tra l'altro, il faro Spignon di Venezia. Ma sono anche trasferibili pezzi di ex ferrovie come l'antico tracciato della direttissima Roma-Napoli fino a un pezzo del raccordo ferroviario a Briosco (in provincia di Milano). ISOLE, SPIAGGE, CASERME. Ci sono gli isolotti in prossimità di Caprera ma anche l'isola di Santo Stefano vicino a Ventotene, ceduta «pezzo per pezzo» dall'ex carcere all'attracco agli arenili; poi diversi terreni e fabbricati nell'isola di Palmaria vicino a Portovenere. Ma c'è anche un pezzo di spiaggia a Sapri come la "spiaggia del lago di Como" di manzoniana memoria a Lecco. Ci sono poi caserme di confine; l'ex aeroporto di Bresso (Milano) a quello di Bagno Piana all'Aquila; c'è l'ex base missilistica di Zelo a Rovigo e i rifugi anti-aerei a Siena. Sull'isola di Albarella, di proprietà del gruppo della presidente di Confindustria Marcegaglia, è a disposizione un campo da golf da 4 milioni 650mila. E ORA IL FISCO E LA MANOVRA. Dopodomani il ministro dell'Economia Tremonti porterà la relazione tecnica sul federalismo fiscale in Consiglio dei ministri. Si ventilano «risparmi» per 4 miliardi nella sanità e 2 potrebbero da Comuni e Province. Il federalismo fiscale si intreccia con la manovra. Oggi il relatore presenterà il pacchetto di emendamenti concordato con il governo su scuola, pensioni di invalidità, difesa e sicurezza, per cui è scontato il ricorso alla fiducia in Senato. Si tratta dell'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile delle statali, il ritorno al 74 dei requisiti per l'invalidità civile (erano stati innalzati all'85) e la proroga dei versamenti di imposte e contribute in Abruzzo a dicembre 2010. Da sciogliere il nodo sicurezza con il blocco triennale degli stipendi e l'annullamento degli scatti automatici di carriera. Intanto le Regioni insistono. Con una lettera inviata a Tremonti i governatori di Lazio, Campania, Molise, Abruzzo e Calabria chiedono un tavolo per ridiscutere i 4 miliardi di tagli.
Agli enti locali i tesori d'Italia: anche le Dolomiti
Il governo ha definito la lista dei beni statali alienabili agli enti locali in base al federalismo demaniale. La lista comprende 11.009 schede per un totale di 19.005 cespiti, con un valore di inventario di circa 3 miliardi. I beni includono terreni, isole, palazzi, ex caserme, farne, binari e acquedotti. Le Regioni e i Comuni potranno scegliere alcuni beni con un progetto di valorizzazione. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha espresso soddisfazione per la direzione giusta presa dal governo.
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