Entro luglio sul sito del demanio l'elenco completo dei tesori da trasferire agli enti locali Le autonomie possono vendere, ma gli introiti devono ridurre il debito ROMA. Non colmerà esattamente i tagli previsti dalla Finanziaria del governo per i quali sono sul piede di guerra, ma con il federalismo demaniale agli enti locali può arrivare di certo un gran bel tesoretto. Dalle isole ai mercati, dalle montagne agli ex aeroporti. Il valore di inventario di tutto il patrimonio che diventa disponibile per le autonomie che potranno scegliere alcuni di questi beni con un progetto di valorizzazione, è di poco oltre i tre miliardi. Ma è chiaro che può diventare molto di più. Il demanio metterà infatti sul suo sito online a fine luglio l'elenco ufficiale e aggiornato dei beni. Intanto, mercoledì ci sarà la relazione del ministro del Tesoro sui numeri del federalismo fiscale in Consiglio dei ministri. Per quanto riguarda il federalismo demaniale si va, al momento, da Porta Portese all'intero Idroscalo a Roma, da San Pietro in Vincoli alla facoltà di Ingegneria della Sapienza, dalla montagne delle Dolomiti alla piazza d'Armi dell'Aquila, al faro di Mattinata sul Gargano fino all'ex forte Sant'Erasmo a Venezia. Ecco, in pillole, una sintesi dei beni dello Stato che potrebbero andare in mano alle autonomie che, per legge devono prioritariamente valorizzarli ma eventualmente anche alienarli, a patto che gli introiti vadano a riduzione del debito. Palazzi storici. A farla da padrona è Roma. C'è il museo di Villa Giulia, dal quale potrebbe essere sfrattata la famosa coppia di sposi Etruschi, presente in tutti i libri di storia dell'arte antica e il cui valore di inventario è poco più di quattro milioni e mezzo di euro. Sempre nella Capitale risultano a disposizione, tra gli altri, un immobile a piazza delle Coppelle, in pieno centro e attualmente in uso al Senato che vale oltre 22 milioni e mezzo di euro e l'Archivio generale della Corte dei Conti alla Bufalotta (quasi 67 milioni di euro). In centro a Bologna c'è l'ex convento della Carità a 330mila euro, mentre a Trieste c'è l'Archivio di Stato (del valore di inventario di quasi 5 milioni di euro). A Genova c'è l'ex cinta fortilizia detta "Mura degli angeli". Mentre a Venezia è reso disponibile l'ex forte di Sant'Erasmo (quasi 7 milioni di euro). Sacher di Moretti. Ma ce ne è anche per il mondo del cinema: nella lista dei beni a disposizione degli enti locali entrano il fabbricato del cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti, stimato 4 milioni e mezzo di euro, e l'intero Idroscalo di Ostia, dove morì Pier Paolo Pasolini, per circa 6 milioni e settecento mila euro di valore di inventario. Dolomiti. Anche le montagne entrano a far parte dei beni trasferibili alle autonomie: si va dalle Tofane al monte Cristallo alla Croda Rossa el Sorapis, all'Alpe di Faloria, tutti in zona Cortina. Fari. Potrebbe andare ai "foggiani" il faro di Mattinata sul Gargano, così come il vecchio faro di punta Palascia a Otranto o ancora, tra l'altro, il faro Spignon di Venezia. Isole e spiagge. Ci sono gli isolotti in prossimità di Caprera, ma anche l'isola di Santo Stefano vicino a Ventotene, ceduta pezzo per pezzo dall'ex carcere all'attracco agli arenili; poi diversi terreni e fabbricati nell'isola di Palmaria vicino a Portovenere.