Il 22 giugno è una data storica per la città di Palmanova: è stata infatti firmata la cessione della caserma Ederle che ora, ad eccezione dell'area del centro ippico militare (che rimane all'Esercito), è di proprietà del Comune. La caserma (oltre 45 mila metri quadrati) è stata ceduta dal Demanio militare ed è stata acquisita dalla Regione che ha provveduto al suo contestuale trasferimento al Comune della città stellata. La consegna infatti ha visto il coinvolgimento di tre soggetti: Agenzia del Demanio, Regione ed Ente locale, rappresentato ieri a Udine dall'assessore Antonio Di Piazza e dal responsabile dell'ufficio tecnico, architetto Michela Lorenzon. L'autorizzazione a procedere è stata disposta dall'assessore regionale al patrimonio, Sandra Savino, che a settembre aveva incontrato il sindaco Federico Cressati per accertarsi sull'intento di rivalorizzare e recuperare il compendio militare. All'incontro, l'assessore Savino aveva ribadito da un lato la constatazione che una struttura non occupata degrada velocemente, dall'altro la necessità di individuare un percorso di riconversione certo per evitare che un patrimonio dei cittadini si trasformi in un "peso" per la comunità. «In questo particolare momento di crisi finanziaria - commenta l'assessore- è interesse della Giunta Tondo che la riconversione preveda una valorizzazione sociale del bene, ipotizzando pure la compartecipazione del privato ma individuando finalità più prettamente pubbliche e confacenti alle esigenze della comunità di appartenenza». Soddisfazione ovviamente anche da parte dell'amministrazione comunale di Palmanova. «Ora cesseremo dichiara il sindaco, Federico Cressati- con i ragionamenti virtuali perché l'area e gli immobili sono di nostra proprietà. L'aspetto più importante è ovviamente quello urbanistico: dovremo ricreare le insulae come nel resto del centro storico, urbanizzarle e riproporre l'antico assetto viario. Questo consentirà una viabilità più scorrevole, sgravando via Scamozzi e piazza Grande da un traffico pesante che verrà obbligatoriamente indirizzato sul terzo anello». Il primo cittadino spiega che dovranno poi essere risolte alcune questioni con le proprietà che confinano con l'area dal momento che essa ha avuto uno sviluppo tutto particolare, senza seguire l'urbanistica della città. «Infine conclude Cresatti- ragioneremo sul futuro sviluppo dell'intera zona per capire come valorizzarla nel migliore dei modi, inserendola nel tessuto sociale ed economico della città». Monica Del Mondo