E' una delle tante curiosità dell'edificio progettato da Michelucci Ventisette piani, più di 120 appartamenti, il grattacielo di piazza Matteotti è stato il terzo a essere costruito in Italia dopo la Torre Velasca e il Pirellone di Milano. Ieri mattina, in occasione dell'uscita del libro "Giovanni Michelucci e la città verticale: il grattacielo di Livorno" in allegato con Il Tirreno, si è svolta una visita all'interno del monumentale edificio. A illustrare gli aspetti architettonici, davanti a un nutrito gruppo di curiosi, l'autrice del volume Francesca Luseroni, insegnante di geografia, una laurea in lettere. A dare man forte alla scrittrice livornese, Dario Matteoni che dirige la collana "Su e giù per Livorno". Collana che ha promosso quattro volumi usciti ogni venerdì con il quotidiano, l'ultimo riguarda proprio il grattacielo di piazza Matteotti. «Questa struttura riveste un ruolo molto importante per la nostra città - racconta l'autrice - Sebbene la sua costruzione, avesse suscitato fin da subito grandi polemiche, perché in Italia c'era l'idea diffusa di creare edifici bassi, la motivazione principale che portò alla realizzazione fu l'elevato numero di operai che avrebbero lavorato alla sua costruzione». Il grattacielo ebbe una gestazione molto lunga, le fondamenta furono poste nel 1956 ma solo nel 1966 fu portato a termine. A progettare l'edificio Giovanni Michelucci. Ogni sua costruzione doveva essere luogo di aggregazione, per questo il grattacielo è dotato di un passaggio che collega piazza Matteotti a via Montebello. L'edificio venne pensato per ogni estrazione sociale: «Esistono tipologie diverse di appartamenti, dai 5 vani ai monolocali, perché tutti potessero abitarci». All'interno, pavimenti in mattonelle nere e decorazioni in legno ne evidenziano l'eleganza ma non solo, forte è la sensazione di trovarsi in un labirinto con corridoi che si intrecciano: «Anche questa era una caratteristica delle costruzioni di Michelucci, alla base c'era l'idea di muoversi, di non restare mai fermi».
LIVORNO. Il grattacielo costruito per dare lavoro a tanti operai
Il grattacielo di piazza Matteotti a Livorno è stato costruito da Michelucci Ventisette piani, più di 120 appartamenti. È stato il terzo grattacielo a essere costruito in Italia dopo la Torre Velasca e il Pirellone di Milano. La costruzione è stata lunga, le fondamenta sono state poste nel 1956 e completata nel 1966. L'edificio è stato progettato da Giovanni Michelucci per essere un luogo di aggregazione e per ogni estrazione sociale. Esistono diverse tipologie di appartamenti, dai 5 vani ai monolocali. L'interno dell'edificio presenta pavimenti in mattonelle nere e decorazioni in legno. La struttura è caratterizzata da corridoi che si intrecciano, creando un labirinto.
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