OSPEDALE2 Ma questa operazione non è a costo zero SERGIO NIERI Il Prof. Paoli ci invita a pensare in grande ed è un invito che non puo' lasciare impreparati. E soprattutto non può riguardare solo il nuovo ospedale ma anche le tante opportunità promozionali che questa città non ha potuto e voluto cogliere anche nella valorizzazione del proprio patrimonio. Non credo in tutta sincerità che questa sia una responsabilità dei cittadini. Fortunatamente non siamo all'annozero,e qualcosa si sta muovendo. Paoli invita a valutare la gratuità dell'operazione immobiliare pro-ospedale, sia pure al netto di quanto sarà necessario per potenziare le opere di viabilità del comparto. Fuori dalla logica mitolologica di Ulisse resistente cara a Paoli ci sia permesso di dubitare su basi razionali. A maggior ragione se il credito della Regione "federale" verrà aperto su un fondo di rotazione (dunque a rimborso) e si combinerà con il sostegno della finanza privata di progetto (stiamo parlando di vite umane, non di autostrade). Con effetti di ricaduta significativi sul patrimonio sanitario e sull'autonomia della pianificazione comunale. Anch'essa esposta, evidentemente, alla dolce tortura delle sirene. Dove sia il costo zero in tutto questo, stento a capirlo. Detto del vitalismo di Paoli, non posso non apprezzare le parole di Umberto Vivaldi, uno che la sanità pubblica la vive da volontario, quando invita a spostare la riflessione dalla quantità delle cubature da dismettere o da costruire alla qualità delle prestazioni da mantenere o da trasferire. Ammesso e non concesso che quei trecento milioni di lavori anticiclici cui fanno riferimento Paoli, il vescovo e il sindaco ci siano veramente, a chi e a che cosa serviranno? Di tutto questo, non si è potuto e non si è voluto discutere. OSPEDALE1 L'apatia dei livornesi SERGIO LANDI DIR. TERRITORIALE PD Paoli, sui livornesi, ha lanciato una provocazione, ma nello stagno, salvo Lamberti, puoi gettare di tutto, di cerchi non se ne fanno più. Anche per questo Paoli ha ragione, apatia, conformismo, autolesionismo da tempo spadroneggiano. Berlinguer in un comizio degli anni '70 cercò di cogliere il lato positivo del ribellismo e dello spirito antagonistico, un po' anarchico dei livornesi, ma sapeva che senza una classe politica coraggiosa, dotata di senso della sfida, avrebbe prevalso solo l'altro lato. Troppo a lungo una simile classe politica è mancata ed oggi tutta la politica intesa come servizio pubblico e senso comune è evaporata. Così nella "cultura" della città emerge solo l'aspetto più mediocre, l'appagamento, il poco amore per il luogo dove si vive, l'atteggimento un po' superficiale che dà tutto per dovuto e scontato di chi non si mette in cammino, ma sta in fila ad aspettare. Con l'ospedale nuovo un coraggio della classe dirigente c'è stato e prevederlo dove il Piano Urbanistico Lamberti prevede aree a servizi e servizi sanitari (c'è già il Pascoli e Villa Serena) è l'operazione meno indolore possibile anche per quell'alone di sospetto (leggi l'arch. Bertelli) che aleggia su tutte le grandi opere urbanistiche che non siano villette a schiera, non ultime Porta a Terra, Porta a Mare e Nuovo centro. Se si trattasse oggi di insediare l'Accademia Navale nascerebbe il Comitato contro il "mare militarizzato" e se Ciano pensasse alla Terrazza Mascagni i professionisti del no griderebbero alla cementificazione del mare. Furono più fortunati i Medici quando pensarono di fondare un Porto ed una città... dove non c'erano livornesi. Anche questa è una battuta. La verità è che cultura e costumi di una popolazione sono il frutto di una sedimentazione di storia e di sentire comune che può deflagare nel nullismo se c'è una classe politica compiacente. È quello che sta accadendo a questa città che rischia di rimpiangere il passato più lontano senza saper immaginare il futuro più prossimo.
LIVORNO - OSPEDALE - due pareri
Il Prof. Paoli ha lanciato una provocazione sui livornesi, accusandoli di apatia e conformismo. Ha anche lanciato una critica all'operazione di costruzione dell'ospedale nuovo, che considera costosa e che potrebbe avere effetti negativi sul patrimonio sanitario e sull'autonomia della pianificazione comunale. Paoli ha anche lanciato una critica alla classe politica di Livorno, che considera compiacente e incapace di prendere decisioni coraggiose. Ha anche lanciato una battuta sulla storia di Livorno, che rischia di rimpiangere il passato senza sapere come immaginare il futuro. Il direttore Territoriale PD Sergio Landi ha risposto a Paoli, ma non ha fornito un'opinione chiara.
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