Una mostra indaga lenigma delle tavole identiche: sabato linaugurazione Fino al 5 settembre Il dibattito è iniziato nel '68, con il rinvenimento della seconda opera "Possibili solo ipotesi" a quattrocento anni dalla morte, Caravaggio continua a far litigare critici e storici dellarte di mezzo mondo. Nellanno dedicato allartista che "seppe dare luce al buio", una mostra accentua il dibattito intellettuale prendendo a lussuoso pretesto una delle sue opere più importanti. Sintitola Caravaggio? Lenigma dei due San Francesco, lesposizione che dal 3 luglio al 5 settembre sarà allestita nellantica chiesa di San Francesco della Scarpa a Lecce. In mostra unopera doppia, due tavole a olio assolutamente identiche se non per qualche sfumatura di colore, che però appunto celano un mistero finora non svelato: quale dei due San Francesco in meditazione è lautentico Caravaggio? Sono entrambi opera del genio lombardo che nella sua vita ha dipinto uninfinità di "doppi" o uno dei due è stato completato da qualche seguace? Il dibattito fra studiosi va avanti dal 1968, quando un secondo San Francesco, a prima vista identico a quello da anni custodito nella chiesa dei Padri Cappuccini in via Veneto a Roma, viene rinvenuto nella chiesa di San Pietro a Carpineto romano. Quaranta e passa anni non sono bastati a risolvere laffascinante enigma che oggi viene offerto alla curiosità e alla riflessione popolare attraverso la mostra di Lecce, peraltro ad ingresso libero. A sottolineare la valenza delliniziativa, ieri la presentazione ufficiale al Palazzo del Governo di Bari, padroni di casa il prefetto Carlo Schilardi e il sottosegretario Alfredo Mantovano: le due tele gemelle sono infatti di proprietà del ministero dellInterno attraverso il Fondo edifici di culto (Fec) che annovera nel suo patrimonio oltre 750 chiese in tutta Italia e opere darte di maestri come Michelangelo, Guido Reni, Paolo Veneziano e Gian Lorenzo Bernini. Ideatore e curatore del progetto è Ruggero Dimiccoli, origini barlettane e fautore della grande mostra allestita nel 2006 sempre alla Prefettura di Bari dal titolo La gioielleria di Dio - felice definizione coniata anni prima da Giorgio La Pira - con una serie di capolavori mai visti appartenenti al Fec. «Fu in quelloccasione - racconta oggi Dimiccoli - che mi resi conto di quanta curiosità, dubbi e interesse suscitassero i due San Francesco in meditazione posti uno accanto allaltro fra le altre opere. Iniziai a far domande ad esperti e critici darte, trovando risposte diverse ma tutte di grande interesse. Alla fine sono arrivato a concludere che non è possibile dare certezze riguardo lattribuzione delle due tele, ma solo fare ipotesi autorevoli». Lesposizione a San Francesco della Scarpa, realizzata da Sogecom con il supporto di Provincia e Camera di Commercio di Lecce, Poste Italiane, Telecom, British american tobacco, Regione Puglia, Soprintendenza e Fondazione Caripuglia, oltre al ministero dellInterno che ha prestato le tele, avrà un taglio didattico: illustrerà, cioè, le differenze stilistiche tra i dipinti, la loro "biografia", le tecniche di indagine e restauro, le modalità e gli strumenti che gli esperti utilizzano per lattribuzione dellautenticità delle opere. Nel contesto della mostra, allinterno della chiesa, sarà allestito un laboratorio di restauro aperto al pubblico, dove operatori del museo Castromediano, diretto da Antonio Cassiano, restaureranno "a vista" opere di scuola caravaggesca salentina (info 0832. 68.35.03)