Il coordinamento dei comitati: «Non c'è chiarezza da parte dell'amministrazione» Il coordinamento dei comitati che si oppongono al Polo logistico a Braccagni, accanto alla zona industriale e a fianco di superstrada (presto autostrada) e ferrovia, ci hanno inviato una serie di considerazioni. Sono varie motivazioni secondo le quali, a loro avviso, il Polo in quella zona non andrebbe realizzato. Un Polo peraltro previsto nel Ptc e ritenuto fondamentale sia dal Comune che dalla Provincia. Ecco cosa sostengono i comitati. Mancano le finalità. «Il progetto di massima approvato come variante dal Comune non esprime un'idea chiara sulle finalità, le collocazioni e le dimensioni delle opere e dell'intero assetto futuro del territorio su cui verranno costruite». Poco dialogo. «Non si è sviluppata ancora nessuna fase partecipativa che un progetto del genere avrebbe assolutamente richiesto». Il territorio. «Vi sono aspetti di ordine morfologico nel territorio che non favoriscono un simile gigantesco piano. Temiamo che la frazione, già messa in difficoltà dalla recente espansione edilizia, possa realmente subire uno stravolgimento ulteriore e definitivo: viabilità, sicurezza, problemi sociali, inquinamento, peggioramento della qualità di vita, impatto paesaggistico e consumo di acqua, oltre alla trasformazione di una grande quantità di superficie agricola». Gli scavi. «Non è di interesse secondario, come qualcuno vuol far credere, lo scavo archeologico di San Martino in Piano. Il sito si trova vicino all'abitato, è stato identificato nel 2003 e l'operazione di scavo attuata nel 2008 dalla Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, per quanto limitata, ha effettuato ritrovamenti di notevole interesse, dai quali si deduce una grande importanza storica della zona». Motivi discutibili. «Ad una prima osservazione, indipendentemente dalle relazioni attese nei prossimi giorni, non comprendiamo la reale esigenza del Polo, in relazione agli interessi e alla vocazione del territorio, né concordiamo con questo modello di intervento che rischia di diventare un'operazione destinata a fallire, al contrario di quanto si vorrebbe far credere, per accattivarsi il consenso dell'opinione pubblica. Le nuove infrastrutture non garantiscono affatto da sole il risultato. Né si conoscono progetti validi sulle aree che si potranno liberare in città, tutto questo ci fa temere operazioni speculative». Serve un dibattito. «L' assenza di amore per la terra dove viviamo e il non riuscire più a capire la nostra identità, favorisce gli interessi solo transitori e di pochissimi imprenditori che producono però conseguenze irreversibili e deleterie per le vere risorse della nostra Maremma. Il Coordinamento formato dai gruppi di Braccagni, Italia Nostra, Maremma Viva, No al Polo Logistico, chiede che si apra un confronto vero trasparente e pubblico tra le amministrazioni e i cittadini interessati».
BRACCAGNI. Polo logistico a Braccagni, tutte le ragioni del no
Il Comitato di Braccagni ha inviato una serie di considerazioni al coordinamento dei comitati che si oppongono al Polo logistico a Braccagni. I comitati sostengono che il progetto non ha finalità chiare, non ha avuto una fase partecipativa sufficiente e non è stato considerato l'impatto sul territorio. Sono preoccupati per l'impatto negativo che il Polo potrebbe avere sulla frazione di Braccagni, come la trasformazione di superficie agricola, la violazione di aree archeologiche e la perdita di qualità di vita. Inoltre, sostengono che le nuove infrastrutture non garantiscono da sole il risultato e che non sono stati presentati progetti validi per le aree che si potranno liberare in città.
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