Offriamo ai bolognesi uno spazio verde appena fuori porta San Mamolo a due passi dal centro Restituiamo ai cittadini una parte preziosa, oltre che una visione delle Due Torri. È un ritorno del colle a Bologna «Se volete vedere Bologna bella in un solo abbraccio fatevi condurre dal vostro cocchiere a San Michele in Bosco» raccomandava Matilde Serao a fine Ottocento in uno dei suoi viaggi-reportage giornalistici. E Stendhal, che sulla collina cera già stato, disse poi che da sotto le mura dellex convento olivetano ora ospedale, si poteva gustare «una delle viste più estese delluniverso». Non si potrebbero trovare referenze migliori di queste per raccontare la meraviglia del parco di San Michele in Bosco che da martedì prossimo sarà di nuovo a disposizione della città con i percorsi e i sentieri rifatti con cura filologica da unopera di restauro che è iniziata nel 2007 e si concluderà, con gli ultimi ritocchi, nel 2011. Nel frattempo, però, i 6,5 ettari di parco saranno a disposizione di chi dalla città vorrà passare qualche ora in collina a guardarsi Bologna dallalto. Per restituire quello stendhaliano sguardo, sono state sacrificate le conifere che impedivano la vista sui tetti di San Petronio, i campanili, le torri e le più lontane, sgraziate, spianate delle periferie. Il lavoro è stato finanziato con 600 mila euro dalla Fondazione del Monte e realizzato dal «Rizzoli» in collaborazione con il Comune su progetto della Fondazione Villa Ghigi. La gestione andrà in carico al Municipio. Un lavoro che ha intrecciato la storia naturalistica, artistica e del luogo riassunte nel bel libro dellex assessore, nonché studiosa di storia dellarte, Milena Naldi pubblicato in occasione della riapertura e raccontato ieri dal presidente della Fondazione del Monte Marco Cammelli, dal direttore del «Rizzoli» Giovanni Baldi e dal sub commissario Raffaele Ricciardi oltre che dalla stessa Naldi. La bonifica è iniziata con lo sgombero della tendopoli abusiva lungo le pendici del colle per proseguire poi con il taglio degli alberi secchi, delle sterpaglie del sottobosco e con la creazione, come detto, dei percorsi originari, a partire dal viale panoramico che da via Codivilla arriva al Belvedere nel sagrato della chiesa di San Michele e dal sentiero che percorre le pendici del colle. Allinterno del parco sono quindi state ricavate delle radure che consentiranno le soste tra il verde e altre visioni della città dallalto. «Bologna è lunica città emiliana ai piedi dei colli - ha spiegato il direttore di Villa Chigi Mino Petazzini - e se è vero che lAppennino inciampa contro la città, il primo inciampo è proprio San Michele in Bosco». Da martedì i bolognesi potranno risalire a piedi questo «inciampo» fino al Belvedere. Il commissario Anna Maria Cancellieri taglierà il nastro alle 18,30 allingresso di via Codivilla, poi la passeggiata a tappe lungo il viale panoramico intervallata da brevi intermezzi musicali a cura del jazzista Jimmy Villotti. Al termine del percorso, che come tutte le risalite è anche la metafora di unascesi verso una visione superiore delle cose, si terrà la presentazione del volume citato San Michele aveva un Bosco che sarà anche un excursus con tanto di foto depoca delle più belle vedute dal colle dal '500 a oggi.