ROMA - «Il caldo crea questi stati di imbecillità. O forse è la delusione per lesclusione dai Mondiali della nazionale italiana, chi lo sa». Scuote la testa il sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma, Umberto Broccoli: dopo le statue divelte al Pincio e al Gianicolo, ci mancava solo la fontana tinta di rosso. Perché prendere di mira i monumenti? «Credo si tratti di casualità. Non cè un disegno, non è un attacco frontale. È pura imbecillità». Dunque un problema culturale? «Sì, è un problema di cultura. Bisognerebbe partire dalle scuole». Una scuola in pezzi per i tagli. «Un conto sono i tagli alla cultura e alla ricerca. Un conto è il proprio bagaglio culturale, la propria educazione. Mi piacerebbe sapere chi è questa persona - perché cè un fermato, anche se di più non posso dire - che studi ha fatto, cosa legge se legge». La scuola, allora, centra. «Quando i propri modelli culturali sono il calciatore o la velina, quando la reazione alla delusione della sconfitta al calcio è andarsi a ubriacare, siamo di fronte a una mancanza di ideali e a una leggerezza che sconfina con la perdita di senso. E poi una banalità». Quale? «Chi fa queste cose sfregia non solo le nostre radici e la nostra cultura, ma anche mette mano ai nostri soldi: quelle migliaia di euro buttate nellacqua della Fontana di Trevi». (ro. cap.)