Paraggi, sotto inchiesta i parcheggi per i vip dopo lo stop al cantiere nuovo colpo di scena La procura di Chiavari ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di abuso edilizio. Tutto è partito da una denuncia SANTA MARGHERITA. La Procura della Repubblica di Chiavari ha aperto un fascicolo di inchiesta sul progetto di costruzione di un parcheggio interrato a Paraggi, nel Comune di Santa Margherita Ligure. L'indagine è affidata al sostituto procuratore Gabriella Dotto. Il reato ipotizzato è«abuso edilizio», ma dal palazzo di giustizia gli inquirenti non confermano l'iscrizione di alcun nome sul registro degli indagati. L'avvio degli accertamenti è la diretta conseguenza della denuncia depositata lo scorso 16 giugno dal Comune sammargheritese, contestualmente all'emissione di un'ordinanza di sospensione dei lavori, promossa dal vice presidente regionale Marylin Fusco. Nel provvedimento, a firma dell'ingegnere Giorgio Ottonello, dirigente dell'area "Territorio e Ambiente", è citata «la segnalazione del Servizio Edilizia Privata, effettuata a seguito di sopralluogo in lungomare Rossetti, in località Paraggi, dalla quale risulta che nella proprietà della società"La Seconda Punta Immobiliare srl" sono in corso di esecuzione lavori edilizi in difformità della Denuncia di Inizio Attività, concernente la realizzazione di box». Il dirigente comunale spiega che «le discordanze rilevate consistono nella mancata conservazione del paramento murario esistente lungo la strada carrabile di lungomare Rossetti mediante la totale demolizione dello stesso». Ecco, il primo punto dell'inchiesta della Procura di Chiavari riguarda proprio l'abbattimento del muro di contenimento presente ai piedi dell'area dove dovrebbero sorgere i parcheggi interrati. Per gli inquirenti, quell'illecito è già«evidente»: il muro è stato di fatto abbattuto, ma il decreto della Regione Liguria dell'11 agosto 2008 con cui si concedeva l'autorizzazione paesaggistica ai lavori prescrive che «sia rigorosamente conservato il paramento murario esistente lungo la strada carrabile e sia evitata la sua demolizione». Nella memoria integrativa presentata dalla "Seconda Punta Immobiliare"è specificato che sono ben quattro le frane che hanno portato al crollo di varie sezioni del muro: 23 febbraio 1995, 31 dicembre 2009, 7 febbraio 2009 e 23 febbraio 2010. «I lavori di sbancamento - scrive l'amministratore unico della società, Dante Perugi - per la realizzazione dell'autorimessa sono stati iniziati in data 16 marzo 2010 in epoca pertanto successiva agli eventi di crollo del muro a seguito di smottamenti». Ma c'è dell'altro, perché l'inchiesta chiavarese intende chiarire anche se nella progettazione dell'autorimessa siano stati compiuti ulteriori illeciti edilizi e siano state osservate tutte le prescrizioni previste dalla procedura. Un punto, in particolare, dovranno chiarire gli inquirenti. Nella relazione tecnica asseverata, allegata alla denuncia di inizio attività edilizia obbligatoria, l'ingegnere Luca Crociani, tecnico incaricato di un servizio di pubblica utilità per conto del Comune di Santa Margherita, scrive che l'autorimessa interrata è«soggetta a permesso di costruire e alle limitazioni sanzioni previste» dalla legislazione regionale. Ma il sindaco sammargheritese Roberto De Marchi è certo: «Nel fascicolo depositato in Comune, non c'è alcun "permesso di costruire". Mai visto un simile documento.»