Un pezzo di sabauda in trasferta a tunisi LE VEDUTE E I PAESAGGI DELLA GALLERIA SABAUDA - da Guardi, a Van Wittel a Canaletto - sbarcano nel Maghreb. Dopo le recenti mostre al Palais des Beaux Arts di Bruxelles e al Belvedere di Vienna, già residenza augusta del Principe Eugenio di Savoia Soisson, ora i dipinti delle collezioni dinastiche sabaude attraversano il Mediterraneo e approdano nel Palais du Bardo di Tunisi, sede del Parlamento. Lì si inaugura martedì prossimo, in concomitanza con la visita ufficiale del presidente della Camera Gianfranco Fini, la mostra "Limmagine dellItalia attraverso le vedute della Galleria Sabauda". Mostra che sarà allestita in quegli spazi fino al 4 luglio, per essere trasferita poi nellIstituto italiano di cultura di quella città, dove rimarrà fino alla fine del mese. Quindici i dipinti esposti, una selezione tra quelli che, tra raccolte reali, acquisti e donazioni, illustrano il paesaggio italiano tra Sette e Ottocento, al tempo del Grand Tour. Tra le firme, oltre ai vedutisti classici veneziani, da Guardi a Canaletto, anche il romantico Giovanni Migliara. Liniziativa sarà presentata lunedì a Palazzo Reale dal direttore regionale per i beni culturali Mario Turetta e dalla soprintendente ai beni storico artistici Edith Gabrielli, alla sua prima uscita ufficiale. Per loccasione arriverà da Roma Mario Resca, braccio destro del ministro Bondi per la valorizzazione del patrimonio culturale (ci sarà anche Elena Fontanella, direttrice dellormai onnipresente Fondazione DNart, la stessa che ha organizzato lo scorso anno "Luxus" al Museo di Antichità e che dovrebbe allestire in varie sedi cittadine le esposizioni dedicate a Vittorio Emanuele II in vista del 2011). "Dopo che, nei giorni scorsi, si è affidato il primo lotto per i lavori della nuova Sabauda, si è reso necessario trovare una sede anche provvisoria alle opere del museo, che dovranno lasciare entro il prossimo anno il palazzo dellAccademia delle Scienze - dice Turetta. - In questo senso abbiamo accolto con favore la proposta del direttore dellIstituto italiano di cultura di Tunisi Luigi Merolla di ospitare una piccola parte dei dipinti torinesi". Ma non finisce qui, Turetta rivela progetti più ambiziosi: "Vorremmo organizzare una sorta di tour delle opere nel Maghreb, in un circuito che potrebbe comprendere città del Marocco e dellAlgeria".