Il presidente della Toscana: "Ridurremo le sedi allestero" DALLA REGIONE SOLDI ALLA CRUSCA Alla Crusca serve un milione di euro per sopravvivere. E il presidente della Toscana Enrico Rossi è disposto a contribuire per oltre la metà della cifra alla salvezza dellAccademia tagliando al massimo le spese della Regione e arrivando anche ad ipotizzare il ridimensionamento delle sedi allestero. «La Crusca è una realtà importantissima per la Toscana e per lItalia», spiega Rossi, «e non è possibile rimanere indifferenti allappello della presidente Nicoletta Maraschio. Sono deciso a fare il possibile e limpossibile per aiutare lAccademia e considero un onore poter intervenire con un sostegno corposo. Da subito stanzieremo 200 mila euro che si aggiungono ai 34 mila già erogati dalla Regione. Ma per aumentare i fondi penso che potremo ricavare altre risorse dal risparmio di spese per la macchina regionale e dalla verifica, che ho intenzione di avviare subito, sulleffettiva funzionalità delle sedi regionali allestero. La Toscana ne ha sette, oltre a quella istituzionale di Bruxelles, e non credo che tutte siano utili. Sicuramente ipotizzo uno snellimento ma potrei arrivare a ridurre il numero degli uffici». Il costo complessivo delle sedi estere sfiora i 400 mila euro lanno. Aggiunti ai 200 mila di finanziamento straordinario si arriva a quota 600 mila. Non basta ancora per salvare la Crusca. Per questo Rossi pretende che il governo faccia laltra metà dello sforzo. «E in gioco il destino di una delle più prestigiose istituzioni nazionali», insiste il presidente toscano, «e quindi è il governo che va chiamato in causa in via prioritaria. Credo che, volendo, i ministri Bondi e Tremonti possano tranquillamente reperire i fondi necessari. E mi permetto di dar loro un suggerimento: comincino a viaggiare in seconda classe insieme a tutto lo staff ministeriale, come facciamo noi in Regione Toscana. Si accorgeranno presto che tra un biglietto di business e uno di economica passa quella differenza di prezzo che, alla fine dellanno, potrebbe essere molto utile a coprire le spese di unAccademia che si occupa di studiare, preservare, valorizzare e perpetuare la lingua italiana. Ricordo che Bettino Ricasoli, quando andava a Roma, pagava il viaggio di tasca propria. Non pretendo altrettanto da Berlusconi. Ma almeno elimini gli sprechi».