Domenica sarà possibile ammirare il recupero della parrocchiale di San Giovanni Battista. Pulite anche le pareti e sostituite le vetrate Messi in risalto i colori originali degli affreschi Torna alla luce anche la firma del pittore Resi Piccolo gioiello fra i tesori della provincia, la chiesa parrocchiale San Giovanni Battista di Erbè, con le sue architetture settecentesche, i dipinti e gli affreschi da consegnare anche alle generazioni future. Gli anni e il degrado hanno minato però la magnificenza originale per cui è stata necessaria un'imponente opera di consolidamento e di restauro. Con il controllo e l'approvazione della Curia e della Sovrintendenza, con la direzione e il lavoro dell'architetto Paolo Giacomelli e l'impegno del parroco don Luigi Pizzini, l'operazione salvataggio è quasi giunta alla fine. Domenica, in occasione della Festa provinciale del Melone, la parrocchiale meraviglierà per la rinata luminosità di un ambiente per lungo tempo oscurato dall'umidità, dalle impurità, da un insufficiente impianto elettrico. Grazie ad un restauro conservativo e ad una accurata pulitura sono ora visibili in tutta la loro bellezza artistica, come appena usciti dai racconti evangelici, gli affreschi di Giuseppe Resi (pittore veronese nato nel 1904 e deceduto nel 1974) a cui era stata affidata l'intera commissione pittorica. Resi aveva affrescato la "Cena di Emmaus" sulla lunetta, la "Predica di San Giovanni" sulla medaglia a soffitto, e tutta la decorazione con varietà di disegni tra i fregi e le paraste (eseguiti nel 1946) che sottolineavano, appunto, lo stile della chiesa settecentesca. Il restauro è seguito passo, passo dalla dottoressa Maria Grazia Martelletto della Sovrintendenza. Allestiti i ponteggi, sigillata una piccola crepa, e rimosso lo strato di morchia è riapparsa in modo visibile anche la firma "G.Resi" fatta ad abrasione forse con uno scalpello sulla "Predica di San Giovanni" (mentre sulla "Cena di Emmaus" era già individuabile la firma a pennello). Sono state ripulite tutte le pareti, e sostituite le vecchie vetrate con altre più luminose, inoltre è stato installato un impianto di luce artificiale selezionabile. Ma l'operazione più ingente riguardava l'esterno. Ne parla l'architetto Paolo Giacomelli: «Innanzitutto è stato riparato il tetto e bonificati i muri intrisi di umidità che aggrediva anche l'interno». Ora la facciata si presenta perfetta con il restauro delle due statue laterali di San Zeno e di San Giovanni Battista, con il ritorno ai colori originari. «Con i rinvenimenti della dottoressa Martelletto, è stato scoperto che la cromia iniziale della facciata era inversa a quella più recente. Abbiamo quindi dipinto di bianco il muro e di giallo-tufo le paraste e i capitelli». Resta da ultimare la riparazione del campanile, del presbiterio e del pavimento che si prevede per la fine dell'anno. Don Luigi Pizzini ha raccolto l'eredità di un parroco precedente «Abbiamo avuto il contributo della Regione Veneto, della Cei, e aspettiamo l'aiuto della Fondazione Cariverona», dice. La parrocchia di Erbè aveva già un fondo cassa a cui si aggiunge ora la generosità dei fedeli. Come anticipo, si sta allestendo una piccola esposizione temporanea con bozzetti e documentazioni varie, in attesa della grande mostra che sarà organizzata a fine lavori. Verrà anche pubblicato un libretto descrittivo di tutto ciò che è stato compiuto.