Palermo Giunta riunita in notturna per decidere sulla vicenda dirigenza e in particolare sulla posizione dei direttori generali esterni per i quali il mese scorso erano stati investiti direttamente gli assessori interessati affinché si esprimessero sulla posizione del rispettivo direttore, in pratica sulla conferma o sulla revoca dell'incarico. Si tratta di Patrizia Monterosso (Istruzione e formazione); Rossana Interlandi, territorio; Romeo Palma attività legali; Barbagallo agricoltura; Zappia e Guiccciardi sanità; Sparma, pesca. L'approfondimento si è protratto oltre la mezzanotte e alla fine, pollice verso per Monterosso, Interlandi, Vernuccio, Zappia. Confermati invece Palma, Barbagallo e Guiccairdi. Ci sarà un supplemento di verifica per Sparma. Si è risolto così un aproblema che rivestiva ormai carattere di urgenza perché spetta ai direttori la preparazione dei bandi interni sulla dirigenza delle strutture intermedie dove i contratti vanno in scadenza il 30 giugno. Non ci saranno altre proroghe, nè saranno più contemplati interim. La situazione che si profila adesso è di uno slittamento di qualche giorno, nelle more tutti i responsabili di servizi e unità operative resteranno al loro posto; versando in carenza di legittimazione i loro atti si intesteranno alla responsabilità del direttore generale. Sarà così ad esempio per i Beni culturali che, secondo il decreto presidenziale e la conseguente proposta di modifica disegnata dal direttore generale Gesualdo Campo, subiranno come gli altri 27 dipartimenti regionali, una riduzione del 20. Le strutture intermedie passeranno da 108 a 72 e sono previsti 26 parchi archeologici candidati a diventare poi parchi culturali; nove musei interdisciplinari (uno per provincia) oltre alle 10 soprintendenze, le nove provinciali più quella del mare. Tra le novità, il soprintendente sarà a capo di un servizio al pari degli altri e non più di un'area. I posti di dirigente andranno a concorso interno e ciascuno si giocherà le sue carte proponendo curriculum e titoli. Spazio al merito insomma, niente più investiture per grazia ricevuta. Cambia la filosofia anche delle competenze, per aree culturali più che per confini geografici. Si preannuncia insomma una rivoluzione, cui ben presto seguirà un'altra.ma. cav.