«NO CASSA» I beni ex demaniali non servano per i dissesti UDINE. Il ministro alla Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, sarà venerdì prossimo a Latisana per spiegare il provvedimento sul federalismo demaniale. Lo annuncia il senatore friulano Mario Pittoni (Ln), firmatario con Calderoli degli opuscoli esplicativi del federalismo demaniale che saranno distribuiti domani da giovani padani del Friuli Venezia Giulia alla tradizionale manifestazione leghista di Pontida. «Con il federalismo demaniale - si legge nell'opuscolo - verrà premiato chi saprà valorizzare il potenziale dei trasferimenti (un patrimonio che complessivamente supera i 3,5 miliardi di euro), mentre gli enti locali in dissesto economico non potranno vendere i beni attribuiti per fare cassa. Fra le novità, un Comune che riceve ad esempio una caserma dismessa potrà decidere se valorizzarla per conto proprio o tramite un fondo immobiliare privato. Inoltre, le spese di manutenzione dei beni trasferiti saranno scomputate dal patto di stabilità. Scelte oculate - continua l'opuscolo - lasciano intravedere ampi margini di apprezzamento. Secondo alcune stime, infatti, il patrimonio pubblico complessivo - iscritto a bilancio per 50 miliardi di euro - varrebbe almeno quattro volte tanto». La pubblicazione entra pure nella polemica sui costi del federalismo. «Un'autentica montatura mediatica», secondo il senatore Pittoni. «La legge - spiega il parlamentare udinese - parla chiaro: il federalismo fiscale non costerà al contribuente un solo euro di maggiori tasse; si potrà pagare qualcosa in più alla Regione o al Comune e qualcosa di meno allo Stato, sempre però a somma zero. Quelli che devono preoccupare sono semmai gli enormi sprechi attuali». «Se nell'attuazione della riforma federalista - conclude Pittoni - si dovesse prendere a riferimento per i costi standard i servizi del Veneto (che l'Istat colloca a un buon livello qualitativo), c'è chi ha calcolato un risparmio annuo di quasi 80 miliardi di euro. Altro che "costi del federalismo"».