Alienazioni. Asta in chiusura per la Gnutti di Brescia: il primo bando è andato deserto Sono quaranta, in Lombardia, gli immobili militari di proprietà della Difesa caserme, poligoni, ex polveriere e depositi che lo Stato sta cercando di posizionare sul mercato. La lista è contenuta in due documenti dell'Agenzia del Demanio che, oltre a operare da advisor fra ministero della Difesa ed enti locali per la rifunzionalizzazione del grosso degli edifici in cessione, in questi mesi sta gestendo direttamente la vendita di tre ex presìdi da tempo disabitati, due a Bergamo e uno a Brescia. In attesa di conoscere il «listone» predisposto dalla riforma sul federalismo demaniale (gli immobili della Difesa, però, non rientreranno direttamente in questo ambito), lo Stato comincia a cedere parte del patrimonio immobiliare. I "pezzi" più pregiati sono le caserme Flores e Scotti nel capoluogo orobico e della Serafino Gnutti di Brescia. La base d'asta per quest'ultima è di 8,47 milioni di euro: importo certo non esorbitante se si considera che l'edificio, risalente nel suo nucleo al XVII-XVIII secolo e per una seconda porzione all'800, vanta una superficie di 7mila metri quadrati, a cui se ne aggiungono 1.300 di parchi e giardini. Lasciato dal Comando militare provinciale nel 1996, per l'elegante complesso della centralissima via Crispi un tempo antico monastero dei padri Somaschi, ora si potrebbe aprire la possibilità di una terza vita. Il bando d'asta emesso dall'Agenzia del Demanio scadrà l'8 luglio e fa seguito a una prima chiamata risultata però deserta lo scorso novembre. La base d'asta non è cambiata, e in questo caso basterebbe una sola offerta per consentire l'assegnazione dell'immobile. Ad uno stadio meno avanzato, invece, è l'iter per l'alienzazione dell'ex caserma Flores di Bergamo, struttura di 3mila metri quadri risalente al XVI secolo. Nell'ottobre 2009, con la firma di un protocollo d'intesa fra palazzo Frizzoni e il ministero delle Finanze, l'amministrazione si è impegnata a procedere a una sua rifunzionalizzazione "in senso prevalentemente residenziale". Un passo che, lo scorso 23 aprile, ha così permesso all'Agenzia del Demanio di emettere un primo bando d'asta con un "invito pubblico mediante offerte libere e segrete" che si chiuderà il prossimo 14 settembre. Infine, è ancora in fase di "valorizzazione" (cioè il percorso di concertazione con gli enti locali finalizzato al cambio di destinazione urbanistica e alla rifunzionalizzazione dell'immobile) la caserma Scotti di Bergamo, oltre 3mila metri quadri di stanze e porticati deserti ormai da più di vent'anni, ma fra i pezzi di maggior pregio della città. Nata nel '500 come villa padronale la Zogna appartenuta alle famiglie patrizie dei Casotti de' Mazzoleni, degli Albani e dei Suardi, è stata trasformata alla fine dell'800 in un ospedale militare per poi divenire una caserma. In questo caso, sarà il Comune a fare da "intermediario" per il Demanio, procedendo alla vendita ma riservandosi una percentuale del 15 massimo sulla cessione dell'edificio. Una procedura, dicono da palazzo Frizzoni, applicabile anche agli altri beni militari che nei prossimi mesi potrebbero essere messi in vendita, a cominciare dalle ex caserme Montelungo, Colleoni e Corridori.
BRESCIA La caserma? Nessuno la compra
L'Agenzia del Demanio ha emesso un bando d'asta per la vendita di 40 immobili militari in Lombardia, tra cui la caserma Gnutti di Brescia. La base d'asta per la Gnutti è di 8,47 milioni di euro, mentre per l'ex caserma Flores di Bergamo è di 1,5 milioni. I bando d'asta per le altre caserme sono ancora in fase di "valorizzazione". Lo Stato sta cercando di cedere parte del suo patrimonio immobiliare, ma le offerte devono essere presentate entro il 14 settembre per la caserma Flores e entro il 8 luglio per la Gnutti.
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