ROMA Il procedimento per la devoluzione dei beni demaniali può finalmente cominciare. Sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 134 di ieri è stato infatti pubblicato il decreto legislativo n. 85 con cui il governo disciplina come, quando e perché potrà cedere spiagge, laghi, miniere, caserme e fari a regioni ed enti locali. Per conoscere la lista dei cespiti interessati dal primo decreto attuativo del federalismo bisognerà però aspettare l'11 dicembre prossimo. Quando uno o più decreti del presidente del consiglio indicheranno i beni trasferibili dopo che le amministrazioni che ora li hanno in uso abbiano però comunicato all'agenzia del Demanio se hanno intenzione di disfarsene o meno e l'ente assegnatario. Che se li vedrà recapitare nei quattro mesi successivi. Si partirà dalla "torta" censita dall'Agenzia del demanio nel 2008 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 29 maggio): 19.005 tra fabbricati e aree per un patrimonio disponibile di 3,087 miliardi (1,730 per fabbricati e 1,356 per aree). A cui vanno aggiunti i 97 milioni di oneri riscossi attualmente dallo stato sulle spiagge date in commissione. Per alcune categorie il destinatario lo stabilisce già il decreto legislativo. Fermo restando che rimarranno in ogni caso statali le strade, gli aeroporti nazionali, le reti energetiche e ferroviarie, i giacimenti petroliferi, i siti di stoccaggio del gas, i parchi naturali, le dotazioni di Quirinale, Consulta, Camere e organi di rilevanza costituzionali. Il decreto prevede sin d'ora che vada alle regioni il demanio marittimo e idrico. Una parte dei canoni di quest'ultimo passano alle province che ricevono anche le miniere e i piccoli bacini chiusi. Diversa la sorte per fiumi e i laghi di ambito «sovraregionale»: i primi rimangono statali; i secondi passano alle autonomie, previa intesa tra i governatori interessati. Sugli altri cespiti sono in pole position i comuni. Sempreché abbiano i mezzi per gestirli, altrimenti andranno ai livelli di governo superiori. A proposito del regime giuridico dei cespiti, la "sdemanializzazione" potrà essere decisa soltanto dallo stato (e non per il demanio idrico, marittimo e aeroportuale) e i beni ceduti finiranno nel patrimonio disponibile dei destinatari. Che, dopo aver approvato l'apposita variante urbanistica, potranno anche venderli. Destinando i proventi all'abbattimento del debito (per il 75 locale e il 25 centrale). La prossima settimana comincerà l'iter del secondo decreto attuativo. Quello sull'autonomia impositiva di comuni e province che il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, vorrebbe discutere con i diretti interessati entro venerdì.