DEMANIO FEDERALE IL VALORE DI AREE E FABBRICATI Un «tesoretto» da 419 milioni. Nell'area il 14 dei beni resi disponibili dallo stato - A Livorno la dote maggiore Non ha paura dei nostalgici il sindaco di Predappio Giorgio Frassinetti, di area Pd. Vuole traghettare il comune nel futuro passando attraverso l'insegnamento del passato «affinché sbagli terribili come il fascismo non si ripetano più». Da qui l'idea di rilevare la casa del fascio e di trasformarla in «centro studi o polo museale». Piccole e grandi storie girano attorno all'avvio concreto del federalismo demaniale che a partire dal 2011 vedrà il concreto trasferimento dei beni dallo stato a regioni, comuni e province. Per ora c'è solo una lista provvisoria fornita dall'agenzia del Demanio a deputati e senatori della commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo. Nel Centro-Nord si parla di 3.250 beni fra terreni e fabbricati, per un valore d'inventario di circa 419 milioni: il 14 del totale nazionale. È Livorno il territorio potenzialmente più ricco, mentre il bene di maggior valore è una caserma a Fano. Di fronte al buffet che si preannuncia ricco, gli enti locali mostrano comunque cautela. A far paura è soprattutto la spada di Damocle dei costi d'esercizio. Lo tirano per la giacca sia i gruppi di estrema sinistra, sia quelli di estrema destra. «Mi è spesso capitato di dover girare con la scorta», confessa Giorgio Frassineti, sindaco di area Pd di un comune, Predappio, cui la storia ha lasciato l'ingombrante eredità del suo concittadino più illustre Benito Mussolini e il futuro potrebbe consegnare la responsabilità di "effigi" di quel passato. Nessun dubbio però: «La casa del fascio è un edificio meraviglioso. Sono 2.400 metri di superficie calpestabili in uno stato di abbandono. Potrebbe diventare un centro studi o un punto d'eccellenza museale». La casa del fascio di Predappio è solo uno dei tanti beni che la svolta federalista sta per mettere a disposizione degli enti locali e territoriali e che sono contenuti nella lista provvisoria che l'agenzia del Demanio ha consegnato alla commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo. Caserme, chiese, terreni, poligoni di tiro ed ex aeroporti dismessi sono "portate" di una tavola apparecchiata con il primo decreto attuativo sul federalismo demaniale approvato dal Consiglio dei ministri il 20 maggio. Ora comuni, province e regioni dopo il 21 novembre, data in cui la lista sarà perfezionata e resa definitiva dovranno decidere entro il 21 gennaio come partecipare a un banchetto che nelle quattro regioni del Centro-Nord si preannuncia comunque ricco: circa 419 milioni di euro "frutto" del valore d'inventario di 3.250 cespiti fra terreni e fabbricati. Si tratta del 14 (in valore) e del 17 (quanto a cespiti) della dote che lo stato prevede di rendere disponibile. Insomma, un tesoretto federalista in cui la parte del leone la fanno le caserme, che risultano essere i cespiti di maggior valore. È proprio a una caserma la Paolini di Fano (Pu) che va la palma del bene più "costoso" dell'area: 22,7 milioni. «Avevamo già firmato un protocollo d'intesa per averla dice il primo cittadino Stefano Aguzzi e dunque ci interessa. Vogliamo aver chiaro però se contestualmente lo stato ci taglierà trasferimenti per lo stesso valore. Del resto solo metterla a posto ci costerà una ventina di milioni». In generale, la lista comprende nelle Marche beni per 73,7 milioni circa, per la maggior parte ad Ancona (31 milioni di euro per 169 beni). Qui c'è l'ex chiesa Posatora (554mila euro) o l'ex forte Garibaldi a Pietralacroce (un milione). Per Ascoli e Fermo si parla invece di 114 beni in cui spiccano le porzioni di arenile relative a porto Sant'Elpidio (complessivamente per un milione) oppure la "Pineta lungomare San Benedetto del Tronto-Porto d'Ascoli (per 443mila euro). Seguono i 47 beni per il territorio di Pesaro e Urbino e i 37 per Macerata tra cui porzione di arenili a Civitanova Marche (782mila euro). Il territorio che potenzialmente potrebbe arricchirsi di più è quello toscano. Qui la lista comprende 1.048 beni per quasi 200 milioni fra terreni e fabbricati tra cui l'ex aeroporto di Monteriggioni (un milione), la Domus Galileiana a Pisa (1,9 milioni) , ma anche un pezzo del lungomare di Viareggio (Marco Polo-Fossa dell'Abate, per 2,4 milioni di euro). In Toscana ci sono anche sia il territorio più fortunato sia quello che nell'area riceverebbe di meno. Nel primo caso si tratta di Livorno che potrebbe trovarsi ad aprire uno scrigno da 42,4 milioni, per un totale di 184 beni, molti dei quali all'Isola d'Elba. Il solo "villaggio-paese" che è l'«ex compendio minerario di Rio Marina» vale 11 milioni di euro. A Prato invece i beni in lista sono due per complessivi 173mila euro. Dal canto suo l'Emilia-Romagna ha invece il primato per il numero di beni: 1.618. Il solo comune di Bologna ha potenzialmente un gruzzoletto di 20,6 milioni (su 33,4 di tutta la provincia) in cui il boccone più grosso è un terreno in Lunetta Gamberini da 3,7 milioni. È invece a Cesenatico (Fc) il bene di maggior valore: il "fabbricato ex aiuti internazionali Valverde" (11 milioni). Di valore anche l'"ex deposito munizioni Rio Gandore" a Gazzola nel Piacentino (5,9 milioni). Nelle altre province la lista del comprende l'ex autostazione di Copparo (2,2 milioni) nel Ferrarese o un "Posto di ristoro per le mondariso" in viale Monte Kosika (2,16 milioni) a Modena, oppure ancora l'ex "Caserma carrozze" in via San Michele (2,6 milioni) a Parma o un tratto di arenile da 4 milioni di euro a Milano Marittima, nel Ravennate. Infine l'Umbria. Qui ai 157 beni della provincia di Perugia (per 8,2 milioni) si aggiungono i 60 del Ternano (2,2 milioni). Entrando nello specifico, a Terni con 1,2 milioni ci si potrebbe aggiudicare l'ex deposito munizioni Sabbione. Per i nostalgici, l'affare potrebbe essere la casa del fascio di Pila a Perugia (176mila euro). LA SVISTA A conti fatti si tratta di 29 beni per una cifra di poco superiore al milione. È questa la dote dei beni statali che potrebbero essere devoluti ai comuni della Valmarecchia a seguito dell'andata a regime del federalismo demaniale. Beni che quindi andrebbero computati assieme ai dati degli altri comuni di Rimini. E invece no: per l'agenzia del Demanio sono ancora in provincia di Pesaro e Urbino, come dimostra il caso di San Leo. Chissà, magari con la lista definitiva...
il Sole 24 Ore
16 Giugno 2010
I comuni fanno i conti con i beni del demanio
AN
Andrea Biondi
il Sole 24 Ore
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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