L'ultima estate del demanio statale - Operatori più ottimisti Cauto ottimismo nelle previsioni e attesa dei cambiamenti che, causa federalismo demaniale, interesseranno anche il settore turistico. Inizia così la stagione estiva 2010, che si profila come l'ultima estate del demanio statale, almeno per quel che riguarda spiagge, fiumi e laghi. Così, all'indomani della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Dlgs 852010, le Regioni attendono i decreti che definiranno il passaggio dei beni dallo Stato agli enti locali, mentre gli operatori turistici scaldano i motori nell'avvio di stagione e, soprattutto in Liguria, con i suoi 330 chilometri di coste, guardano con interesse al prossimo cambiamento. «La situazione è di attesa mette le mani avanti l'assessore al patrimonio della Regione Liguria Sergio Rossetti perché non c'è un elenco definitivo dei beni interessati. Sul fronte delle concessioni la nostra intenzione è sostenere lo sviluppo, come ha già detto il presidente Burlando, ma sappiamo anche che il conferimento porterà con sé spese e forse contenziosi». Le richieste dei beneficiari delle concessioni 2.800 in tutta la Regione, la metà stabilimenti sono chiare: sicurezza sulla durata dell'autorizzazione e uniformità nella gestione da parte delle diverse Regioni. «Il settore si basa sulla conduzione familiare e ha bisogno di certezze per poter investire afferma Riccardo Borgo, presidente del sindacato italiano balneari sia per la Liguria sia a livello nazionale quello che chiediamo è una durata ventennale delle concessioni e che il passaggio dei beni non sia lasciato al "fai da te", per evitare che stabilimenti separati da un confine regionale si ritrovino a lavorare in condizioni troppo diverse». La certezza sulla durata delle concessioni permette di riqualificare e potenziare l'offerta, gli fa eco Matteo Rezzoagli, coordinatore regionale della federazione italiana imprese balneari. «Vediamo positivamente il federalismo demaniale aggiunge che permetterà una maggiore vicinanza con l'ente». Per quest'anno, intanto, la speranza degli operatori è di ripetere i numeri del 2009, quando sulle coste liguri, da giugno a settembre, gli arrivi sono stati 1,8 milioni e le presenze 8,4: coscienti però, come dice Borgo, «della minore capacità di spesa dei turisti». Negli hotel, intanto, il mese di giugno sembra piuttosto "freddo": «L'inizio dell'estate era il classico periodo in cui venivano in vacanza le mamme con i bambini, ma difficilmente ora le famiglie riescono a fare due vacanze nell'arco della stagione commenta Americo Pilati, presidente di Federalberghi Liguria per cui speriamo nelle settimane centrali di luglio e in agosto». In montagna, invece, le previsioni sembrano più ottimiste: «Abbiamo aspettative piuttosto ambiziose spiega Silvana Perucca, presidente dell'associazione degli albergatori della Valle d'Aosta, che nella passata stagione ha totalizzato 1,4 milioni di presenze visto che il nostro territorio ha dimostrato negli ultimi anni di essere pronto all'accoglienza estiva e la regione sta realizzando delle buone politiche di sostegno, creando pacchetti che mettono insieme musica ed eventi culturali da abbinare al soggiorno». Complice il fattore meteo, il last minute va per la maggiore tra chi sceglie le vette per riposarsi, sia per gli habitués che si ritagliano una o due settimane e sono soprattutto italiani, francesi e belgi, sia per le "new entry". «È anche grazie a queste offerte continua Perucca che stiamo attirando chi preferisce la vacanza al mare oppure all'estero, ma ora inizia a interessarsi alla Vallée». Si spera nel bel tempo anche sulle rive dei laghi piemontesi, che l'anno scorso hanno registrato un milione e 600mila presenze: «La primavera è stata penalizzata dal meteo, che ha messo in difficoltà il turismo all'aria aperta, tipico di queste zone spiega Antonio Longo Dorni, presidente del distretto dei laghi . In generale, ci aspettiamo numeri migliori dell'anno passato, nonostante la crisi abbia messo in difficoltà i clienti stranieri, il 70 dei nostri utenti». Stabili le attese nel resto del Piemonte, dove il turismo vale secondo uno studio dell'Ires 3,3 miliardi di euro: «A Torino l'estate è fisiologicamente un periodo di bassa stagione, per quanto finora possiamo dirci abbastanza soddisfatti, considerando la crisi commenta Nicola Cirillo, vicepresidente del gruppo turistico alberghiero dell'Ui . Per l'estate ci Alberto Cirio ASSESSORE TURISMO PIEMONTE «Punteremo alla riorganizzazione. Non pensiamo a nuovi posti letto ma a come riempire tutto l'anno le strutture esistenti» Angelo Berlangieri ASSESSORE TURISMO LIGURIA «Il nostro obiettivo è programmare gli interventi per il turismo, sviluppare una politica di economia turistica. A settembre avvieremo il confronto» Aurelio Marguerettaz ASSESSORE TURISMO VALLE D'AOSTA «Ci siamo dotati di un piano di marketing. Ora il compito è dare continuità e fare sistema mettendo insieme le singole iniziative»
Gli stabilimenti balneari: dateci concessioni ventennali
Il demanio statale, che comprende le spiagge, i fiumi e i laghi, passa dallo Stato agli enti locali a partire dal 2010. Gli operatori turistici, soprattutto in Liguria, aspettano con interesse il passaggio dei beni. La Regione Liguria attende i decreti che definiranno il passaggio dei beni, mentre gli operatori turistici scaldano i motori per l'avvio di stagione. La situazione è di attesa, con le mani avanti. L'assessore al patrimonio della Regione Liguria, Sergio Rossetti, non ha ancora un elenco definitivo dei beni interessati. Sul fronte delle concessioni, la Regione si intende sostenere lo sviluppo, ma sa che il conferimento porterà con sé spese e forse contenziosi.
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