Il Tesoro tenta un colpo d'acceleratore nella preparazione della manovra economica per il 2005. Già dalla prossima settimana se ne potrebbero vedere gli effetti, n ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, ieri ha avuto un lungo incontro a palazzo Chigi con il premier Silvio Berlusconi. Potrebbe essere messo subito nero su bianco il «metodo» che Siniscalco ha indicato nelle scorse settimane: un «tetto» preventivo alla spesa dei ministeri, all'ingegna di quel «modello inglese» che dovrebbe caratterizzare la Finanziaria. Potrebbe avvenire già nella prima riunione del governo dopo le ferie, addirittura in un consiglio dei ministri da convocare per la settimana prossima. Forse venerdì 3 settembre. In quell'occasione potrebbe essere discusso il provvedimento per bloccare la corsa della spesa pubblica. Si ragiona su un tetto del 2 alle uscite delle amministrazioni: è una misura pesante, che potrebbe consentire tagli, rispetto alla naturale evoluzione dei conti, di circa 4 miliardi. Su 24 misure previste finora per la manovra, ma al netto della riforma fiscale. UN TETTO NON PER TUTTI L'annuncio del modello britannico dello spending review ha provocato da subito preoccupazioni e timori in tutti i ministeri, restii a ridurre le uscite. Il Tesoro comunque, dopo l'incontro tra Berlusconi e Siniscalco, ha puntualizzato ieri che il «tetto» alle spese conterrà significative eccezioni. I tagli non riguarderanno, almeno non nella misura massima, Difesa, Interni, Esteri e Sanità. Su quest'ultimo capitolo i collaboratori di Siniscalco smentiscono qualsiasi ipotesi di ticket, anche minimo di 0,51 euro. LA RIFORMA FISCALE Berlusconi ha ascoltato con attenzione l'esposizione di Siniscalco, comprese le preoccupazioni su come conciliare il taglio delle tasse con la difficoltà di trovare le risorse necessaria. Ma su questo il premier è stato fermo: la riforma deve partire con la prossima Finanziaria. Si lavora alla riduzione delle aliquote Irpef da 5 a 3 (23, 33 e 39) e a un primo taglio dell'Irap. Nel biennio 2005-2006 il prelievo fiscale dovrà scendere di circa 13 miliardi (un punto di Pil). I tecnici ritengono che con la Finanziaria 2005 difficilmente si potrà andare oltre un alleggerimento di 6-7 miliardi, il 70 a valere sull'Irpef. Per trovare le risorse il capitolo in cima alla lista dei probabili tagli è quello dei trasferimenti agli enti locali. LE PARTITE IVAMa non sono escluse altre ipotesi. Come quella di intervenire sul cosiddetto «popolo delle partite Iva», il mondo dei piccoli e piccolissimi artigiani e commercianti ai quali si stanno aggiungendo a valanga gli ex co.co.co. n tentativo di allargare la base imponibile, già in crescita di suo, attraverso la messa a punto degli studi di settore potrebbe consentire, secondo valutazioni tecniche, di recuperare tra i 4 e i 6 miliardi. È un capitolo delicatissimo, che avrà bisogno di altre considerazioni, visto che le «partite Iva» sono una riserva elettorale del centrodestra. PRIVATIZZAZIONI Anche qui un colpo d'acceleratore. La macchina per il collocamento della terza tranche dell'Enel gira a pieno ritmo. Giovedì prossimo il comitato per le privatizzazioni si riunirà per individuare le banche che affiancheranno Lazard (advisor), Mediobanca e Merrill Lynch (global coordinator dell'offerta). Tra i favoriti, secondo indicazioni dell'ultimora, Goldman Sachs e Morgan Stanley. La terza tranche (probabilmente del 10) sarà collocata sul mercato, ha detto il Tesoro. Difficile escludere però che, vista la cifra così elevata da raggiungere, non possano essere effettuate operazioni su altri pacchetti di titoli. Senza contare che, secondo un documento messo a punto dal ministero delle Attività produttive, si potrebbe mettere in vendita una nuova tranche di Snam, ma anche di Terna, senza escludere un collocamento di Sogin. Si lavora anche al fondo per la cessione degli immobili pubblici. In pole position per gestire l'operazione resta la Sgr di Banca Finnat.