Una mattina di piena estate, calda ma non troppo afosa, in una Roma ancora sonnacchiosa, ti ritrovi a pensare alla bellezza di certe opere d'arte, per esempio alle statue del Neoclassicismo. A Roma la Galleria nazionale d'arte moderna custodisce la splendida statua di Ercole e Lica del Canova (1815) che merita senz'altro una visita. Peccato che in questo periodo dell'anno un'idea apparentemente così semplice finisca per trasformarsi in una piccola odissea... Sulla scalinata che porta all'ingresso principale della Gnam, in viale delle Belle Arti, mi precede qualche turista. Uno di loro presenta all'ingresso il biglietto del giorno prima: «Mi hanno detto che oggi avrei potuto visitare la sezione dedicata alla prima metà dell'Ottocento...», dice alla signorina incaricata di controllare i biglietti. Lei verifica la presenza di un timbro, o qualcosa del genere sul ticket, e lo lascia passare. Poi entro in scena io: «Scusi, ma non è possibile visitare tutta la Galleria?». «Sì, sì, lei è fortunata! Oggi sono aperti tutti i settori. L'unico problema è che ci sono degli orari ridotti di apertura...», mi dice la signorina mostrandomi un foglio sul quale sono indicati i seguenti orari: 9.30 - 10.10; 11.00 -11.40; 12.30 - 13.10; 14.30 - 15.10; 16.00 - 16.40; 17.30 - 18.10. Sono le 11.35 quando mi appresto a pagare i 6,50 euro per il biglietto d'ingresso, la signorina mi suggerisce di visitare le opere della seconda metà dell'Ottocento e di tutto il Novecento, perché «il primo Ottocento chiude fra 5 minuti...». Così inizia il mio viaggio tra gli artisti del XIX e del XX secolo, ma prima di incamminarmi chiedo come mai questi "strani orari di apertura": «Problemi tecnici...», mi risponde, sorridendo, sempre la stessa signorina. «E fino a quando manterrete questi orari?» insisto. «Non lo sappiamo... gli orari cambiano ogni giorno, e spesso la sezione relativa alla prima metà dell'Ottocento resta chiusa tutta la giornata. Non c'è abbastanza personale...» e mi consegnano una piantina fotocopiata della Galleria. Inizio ad attraversare la sala del Voto; la sala della Madre; la sala dei Veneti; il salone di Giordano Bruno, dove campeggia la statua del filosofo nolano di Ettore Ferrari ( 1886-88); la sala Previati; la sala della Stanga; la sala del Giardiniere, dove sono custoditi quadri di Claude Monet, Van Gogh, Paul Cezanne, Gustave Courbet, Giuseppe De Nittis, Edgar Degas... Poi proseguo con il primo Novecento: Auguste Rodin, Gustave Klimt, Giacomo Balla, Giorgio De Chirico, Umberto Boccioni, Carlo Carré, Giorgio Morandi, Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, Carlo Levi, Renato Guttuso... C'è anche la collezione di Arturo Schwartz (con i quadri di Marcel Duchamp), il futurismo, il movimento dada, l'espressionismo romano degli anni Quaranta. Continuo a camminare tra le opere successive al 1950, dove ci sono opere di Achille Perilli, Jackson Pollock, Alfredo Burri, Arnaldo Pomodoro, Lucio Fontana, Giosetta Fioroni, Mario Schifani... C'è anche una sezione, in cui le opere sono sistemate un po' alla rinfusa, di «ultime acquisizioni»: la scritta è appiccicata su un pannello, sotto il quale appaiono i nomi degli artisti Ontani, Mariani, Sassi, Eckersberg, Paladino. Ci sono diverse cose che sembrano lasciate un po' a metà nella Galleria nazionale d'arte moderna: una collezione piena di lacune; un misero programma culturale; spazi in corso di restauro; la questione dell'ala Cosenza non ancora risolta; la biblioteca che in questo periodo rimane chiusa; e più in generale la gestione dell'intera Galleria che dopo la direzione di Palma Bucarelli è stata lasciata un po' abbandonata. Staremo a vedere cosa combinerà Maria Vittoria Marini Clarelli, che dal 1 luglio ha preso il posto di Sandra Finto. Mentre faccio queste considerazioni mi accorgo che è già l'una, dunque - stando agli orari esposti - ho solo 10 minuti per visitare le opere della prima metà dell'Ottocento! Devo affrettarmi, altrimenti mi toccherà aspettare le 14.30 per proseguire il tour... Finalmente, un po' di corsa, riesco ad arrivare nel Salone dell'Errale, dove è esposta la statua del Canova, Ercole e Lica. Ho poco tempo per lasciarmi catturare da tanta bellezza, il resto delle opere dovrò vederle al volo. O al massimo tornare. E se il giorno dopo fosse chiuso per tutta la giornata? Ecco, chi decide di visitare la Gnam in questo periodo è meglio che non si ponga certe domande... la Galleria nazionale d'arte moderna è una corsa contro il tempo, in tutti i sensi.