Chiusa perché pericolante nel 2004, dal 2007 è un cantiere che "ingombra" piazze e blocca strade «Entro settembre si finisce», dice l'Arciconfraternita. La rabbia di una ex commerciante di via Palestro GROSSETO. Lavori finiti entro due settimane e inaugurazione a luglio, al massimo a settembre. Anzi no. Proroga per l'occupazione di suolo pubblico fino a dicembre e cantiere aperto per altri sei mesi. Il traguardo della fine dei lavori alla chiesa della Misericordia si avvicina e si allontana a mo' di elastico. È l'esito del restauro-maratona della chiesa in piazza Martiri d'Istia a Grosseto - vicino a piazza della Palma - che da sei anni tiene in stallo uno degli angoli più belli del centro storico è ancora un mistero. Chiusa nel 2004 perché pericolante, la chiesa della Misericordia è in restauro dal 2007. Gli interventi previsti all'inizio si sono moltiplicati con il tempo man mano che si trovavano nuove falle e punti deboli nella chiesetta. Tempi e spese, di conseguenza, sono lievitati. «Da 250mila - spiega Gabriele Bellettini, presidente dell'Arciconfraternita nonché ex sindaco di Grosseto e segretario provinciale dell'Udc - siamo passati a doverne spendere 500mila, e dai 9 mesi iniziali abbiamo superato gli oltre tre anni. Adesso, però, i lavori sono praticamente finiti e a breve la chiesa sarà restituita alla collettività». Quando? «Nel giro di venti giorni al massimo - precisa Bellettini - il tempo di far seccare gli intonaci del pavimento. Si potrebbe inaugurare già a luglio, ma con ogni probabilità rimandiamo tutto a settembre». Buone notizie, dunque. Ma qualcosa non quadra. Appena due settimane fa alla ditta Grechi, incaricata fino ad allora, si è avvicendata una nuova ditta, la Fratelli Marconi srl. In più agli uffici comunali è arrivata una richiesta di proroga di occupazione di suolo pubblico fino a tutto il 2010, dunque altri sei mesi oltre la fine della ristrutturazione annunciata dal presidente. Una doccia fredda per i grossetani e, soprattutto, per i commercianti e i residenti della zona costretti a convivere con un cantiere infinito. E, per alcuni di loro, con un disagio in più. Il cantiere, infatti, ostruisce quasi del tutto l'ingresso di via Palestro, la strada che porta da piazza dei Martiri d'Istia a via dell'Unione - collegata alla piazza solo da uno stretto passaggio pedonale - e che, nascosta dietro la recinzione in plastica arancione messa dai muratori, sarebbe caduta vittima dell'oblio. Ne è convinta la signora Alyda Brugi, proprietaria di un fondo commerciale in via Palestro dove, per oltre vent'anni, ha avuto un'attività di profumeria ed estetica. «Con questo cantiere infinito - spiega Brugi - il Comune si è dimenticato di via Palestro, con il risultato che la strada è nel totale degrado e gli immobili sono svalutati». La pavimentazione, in effetti, è tanto sconnessa da essere pericolosa per i passanti, la via di notte è male illuminata e per non rischiare di rompersi una gamba bisogna camminare nel mezzo dove il lastricato è meno tortuoso. In diversi punti, l'incuria della strada è testimoniata da una temeraria erbetta che si è fatta largo tra una pietra e l'altra; inutile aggiungere che di arredi urbani non se ne vedono da anni, che tutti i negozi sono chiusi a tempo indeterminato e che tra muri imbrattati, cavi della corrente penzoloni ed escrementi mai raccolti, non è proprio quel che si direbbe un "bel vedere". «Da quando tre anni e mezzo fa sono andata in pensione - spiega la signora Alyda - non riesco a vendere il mio fondo commerciale perché in queste condizioni la via non è appetibile per nessuno. Ma le cose potevano andare diversamente se l'Arciconfraternita avesse dovuto pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico». Così non è perché, da ente senza scopo di lucro, l'Arciconfraternita è esentata dalla Tosap, come da altre tasse. Ma è davvero questo il motivo di tanti rinvii? «Lasciamo perdere questo aspetto - chiosa Bellettini - non è questo l'importante. Importante è che presto la chiesa sarà inaugurata». Quando, ancora non si sa.