A volte le proteste servono, si rincuorino i pessimisti. Nel grande edificio di primo Novecento che fa da nume tutelare ufficiale per l'arte italiana (e non solo quella, ci sono Vaii Gogh, Cézanne...) dalla fine del '700 a tutto il '900, da Canova a Schifano e oltre, la Galleria nazionale d'arte moderna a Roma, c'è un'ala progettata da Luigi Cosenza chee è destinata a demolizione. Rischia di venire smantellata con sdegno di molti studiosi, architetti, artisti, associazioni come Italia Nostra che giudicano l'operazione uno scempio bello e buono e uno spreco di milioni di euro. La soprintendenza della Gnam infatti nel '99 aveva bandito un concorso per completare questa parte del museo scegliendo poi l'unico progetto degli otto in gara, quello dello studio svizzero Diener Diener, che prevedeva di abbattere senza tanti riguardi il lavoro iniziato negli anni 70 lasciato incompiuto negli anni '80 (perché mancavano i fondi) dall'ingegnere napoletano morto nell'84 e considerato un notevole esponente del nostro razionalismo in architettura. Le levate di scudi parevano inutili, invece forse sono servite: andata in pensione questa estate la soprintendente Sancirà Finto, al suo posto è stata nominata Maria Vittoria Marini Clarelli. La quale, ora che s'è insediata da qualche settimana, ha afferrato la patata bollente e in sostanza afferma che l'idea di andare avanti a dispetto di tutti e tutto di fatto traballa, che un ripensamento è possibile. Anche se sul come è tutto da decidere e il rischio di un ibrido esiste, l'abbattimento dell'ala Cosenza è in discussione e forse non si farà. È un ripensamento. Soprintendente, come state procedendo riguardo al progetto Diener e all'abbattimento dell'ala Cosenza? «Stiamo dialogando con chi ha sollevato delle obiezioni per conciliare le varie esigenze. Intendiamo vedere se si può mantenere una parte dell'ala Cosenza e allo stesso e mantenere il progetto Diener. Anche il Comune ha fatto delle obiezioni e quando dalla società si alza un'obiezione seria non possiamo che prenderla in considerazione. Naturalmente la soluzione deve essere un compromesso sensato, non che preveda compromessi peggiori della soluzione prospettata in un senso o nell'altro». Dunque non è detto che l'ala progettata da Cosenza vada distrutta? «Abbiamo instaurato un'apertura di dialogo in cui si stanno riconsiderando le posizioni assunte. Una volta conosciuto il progetto Diener si è aperto il fronte del dibattito. In questo momento abbiamo dei contatti e stiamo valutando: l'ala Cosenza è un'opera pubblica». Passiamo alla gestione della Galleria: anche voi, come tanti altri musei, avete problemi di custodi. Non riuscite a tenerlo aperto tutto nello stesso momento. «È accaduto recentemente che i visitatori abbiano trovato un'apertura alternata della sezione sull'800 e quella del '900: preciso che ciò è accaduto solo nella settimana dal 16 al 21 agosto perché dovevamo avere più controlli nel guardaroba, altrimenti c'è la parte sul primo '800 che apre ogni ora e mezzo per 40 minuti. Mi danno più da pensare i mesi tra settembre e novembre, quando tutto il personale del ministero farà gli esami di riqualificazione, ma credo che riusciremo a fronteggiare questo periodo. Potranno crearsi situazioni di emergenza in certe giornate, ma l'orientamento è tenere aperto senza chiusure».