La delegazione di Bari: "È un gioiello unico" Il recupero firmato dallarchitetto Sylos Labini Meno di un milione di euro per salvare la struttura dell800 "Un palcoscenico da manuale" Abbandonato al degrado e alloblio da oltre mezzo secolo, il teatro cittadino di Noicattaro potrebbe risorgere a nuova vita e (ri)diventare il più piccolo teatro allitaliana al mondo. Lha riscoperto la delegazione barese del Fai che, guidata da Rossella Ressa, ha donato allamministrazione comunale noiana unipotesi di progetto per il recupero architettonico e funzionale di questo palcoscenico bonsai eretto fra il 1867 e il 1869 (domattina la presentazione al palazzo della cultura). A redigere il progetto preliminare - realizzato su commissione del Fondo per lambiente - larchitetto Gian Luigi Sylos Labini dello studio Smn di Bari con la collaborazione della collega Germana Genchi e di Gianfranco Todisco, Rosa Pecorella e Gianfranco Minervini. «Per noi il teatro di Noicattaro - racconta Sylos Labini - è stato unautentica scoperta: non avevamo nemmeno idea che ci fosse. Ci siamo ritrovati dinanzi a un gioiello architettonico edificato per quanto minuscolo con tutte le caratteristiche costruttive, da manuale ottocentesco, di un teatro allitaliana. Si tratta di una struttura con un valore storico notevole e, secondo una nostra indagine, avrebbe soltanto un gemello, comunque leggermente più grande: il teatro della Concordia, a Monte Castello di Vibio, in Umbria». In questultimo caso, tuttavia, si tratta di un bene recuperato e musealizzato. «La visita del teatro di Noicattaro - confida larchitetto - ha evocato suggestioni uniche e, da qui, è scaturita lidea di sostenere questattività del Fai con la redazione del progetto, che sarà donato al Comune perché possa trovare i fondi per il restauro». Limpresa, daltra parte, non sembra nemmeno impossibile. La stima dei costi indica un investimento poco superiore al milione di euro, che lamministrazione potrebbe peraltro recuperare accedendo ai fondi del piano strategico. «Stiamo parlando di un palcoscenico - spiega Sylos Labini - capace di accogliere non oltre 90 spettatori. Certo un teatro di queste dimensioni avrebbe ben poche chance di sopravvivere in autonomia, ma fa parte, a pieno titolo, di quei beni che vanno recuperati a tutti i costi perché fanno parte della storia e dellidentità dei luoghi. Esperienze come quelle di Monte Castello di Vibio ci suggeriscono, inoltre, la piena fattibilità delloperazione, dal momento che anche il teatro di Noicattaro diventerebbe senza dubbio oggetto di visite e curiosità storica».