Milano, 24 giugno 2010 - "Rinnovare le concessioni idroelettriche, affinché i territori con le risorse idriche possano partecipare alla gestione delle stesse, per valorizzarle al meglio". E quanto ha ribadito lassessore regionale allAmbiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, intervenendo nel corso del dibattito in Consiglio regionale sul tema del federalismo demaniale. "Il decreto legislativo sul federalismo demaniale, emanato dal Governo - ha detto Raimondi - entra in vigore il 26 giugno ed è un importante primo passo verso il federalismo fiscale". A questo seguiranno nei prossimi mesi ulteriori decreti legislativi che saranno emanati dal Governo in materia di federalismo fiscale e che, come questo sul federalismo demaniale, coinvolgeranno direttamente la Regione e gli Enti Locali. "Siamo dunque ad un momento storico. Comincia a prendere forma quelloggetto del desiderio per cui ormai da tempo lavoravamo - ha aggiunto Raimondi -. Per noi federalismo non vuol dire nazionalizzazione locale, quanto puntare decisi sulla valorizzazione del territorio, anche in termini di sviluppo economico e sociale che da quel territorio può derivare". "Questo decreto dunque - prosegue Raimondi - attribuisce innanzitutto funzioni ai diversi livelli di Governo, trasferendo i beni in modo da ottenere la loro massima valorizzazione, perché trasferiti ad un livello di governo più vicino, più attento alle necessità di conservazione, tutela e possibilità di redditività e capitalizzazione del valore dei beni". Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto legislativo sul federalismo demaniale, il Governo dovrà emanare, con Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, lelenco dei beni da trasferire alle Regioni, entro il 23 dicembre prossimo. "Gli introiti derivanti da eventuali alienazioni dei beni trasferiti - ricorda lassessore regionale - saranno comunque destinati a ridurre il debito pubblico e non potranno essere utilizzati per spese correnti. In particolare, leventuale alienazione dei beni potrà avvenire anche attraverso fondi immobiliari e lintroito coprirà per il 75 il debito dellente locale o regionale (o spese dinvestimento in assenza di debito) e per il 25 coprirà il debito statale". Inoltre, a decorrere dallanno successivo al passaggio dei beni, i trasferimenti dello Stato vengono ridotti in misura pari alle relative rendite, mentre sono esclusi dal calcolo del patto di stabilità i costi per la manutenzione del patrimonio trasferito.