Tra i beneficiati dalla spa ecco diocesi, parrocchie, enti inutili e l'Associazione nazionale magistrati Nel prossimo triennio già assegnati 200 milioni per 200 progetti Chissà se il ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, sa che tra i beneficiari delle erogazioni della Arcus spa c'è addirittura l'Associazione nazionale magistrati. Per carità, lo scopo è assolutamente ammirevole, trattandosi della «riqualificazione ambientale in un sito confiscato alla mafia nel territorio di Ciaculli a Palermo». Ma resta il fatto che la società ha già predisposto un finanziamento pubblico di un milione di euro che finirà dritto dritto all'Anm. Certo è che a scorrere l'interminabile lista di interventi finanziati per il triennio 2010-2012 dalla Arcus, che opera sulla base di decreti interministeriali firmati dai dicasteri dei beni culturali e delle infrastrutture, si scopre veramente di tutto. E non manca qualche sorpresa, soprattutto alla luce del coinvolgimento della società (al 100 del ministero dell'economia) nella vicenda che vede indagato per corruzione il cardinale Crescenzio Sepe, all'epoca dei fatti responsabile di Propaganda Fide. Dall'elenco, approvato con un decreto interministeriale del 1dicembre del 2009, emerge chiaramente che i finanziamenti della spa finiscono spesso dalle parti del Vaticano. Nel prossimo triennio, per esempio, sono già stati predisposti 1,5 milioni di euro (1 milione per il 2010 e 500 mila euro per il 2011) che serviranno a restaurare i cortili interni della Pontificia università gregoriana, la stessa che in passato ha beneficiato di versamenti per un altro milione di euro. Oltre a questi, come emerso dalle cronache di questi giorni, erano arrivati dalla spa pubblica 2,5 mln per la ristrutturazione della sede di Propagande Fide. Ristrutturazione che poi non sarebbe intervenuta. Nella lista, inoltre, compaiono finanziamenti per 9 tra diocesi e arcidiocesi. In tal senso il gettone più corposo, ovvero 1 milione e 850 mila euro, è stato assegnato all'arcidiocesi di Altamura per il restauro della cattedrale di Gravina. Ma ci sono anche 800 mila euro destinati all'arcidiocesi di Napoli, ben conosciuta da Sepe, per attività del suo museo. A seguire ecco venir fuori 700 mila euro per la diocesi di Tivoli, 300 mila per la diocesi suburbicaria di Porto Santa Rufina, 500 mila per la diocesi di Palestrina, 400 mila per la diocesi suburbicaria di Albano e così via. Poi è il turno delle parrocchie. Gli stanziamenti della Arcus ne aiuteranno 8, con il gettone più ricco, 1 milione di euro, destinato alla parrocchia S.Maria della Scala in S.Fedele di Milano. Curioso notare che dalla lista spuntano fuori anche finanziamenti diretti a enti che, sulla base degli elenchi inseriti in un primo momento nella manovra dal ministro Giulio Tremonti, avrebbero dovuto non godere più di sovvenzioni pubbliche. È il caso della Scuola archeologica di Atene, a cui sono stati destinati 500 mila euro, dell'Istituto Luigi Sturzo, che avrà 300 mila euro, e della fondazione Giorgio Cini, che incasserà 450 mila euro per il restauro del cenacolo palladiano nell'isola di san Giorgio Maggiore. E c'è addirittura un ente palesemente considerato inutile, e quindi soppresso dalla Finanziaria, come l'Ente teatrale italiano, a cui nel 2010 l'Arcus darà 1 milione e 290 mila euro. Tra le pieghe si possono anche scorgere 500 mila euro per la Comunità ebraica di Pisa.Insomma, il tutto vale 200 mln fino al 2012. Che si aggiungono ai 250 mln di valore dei 360 progetti deliberati a fine 2009. Per un totale di 450 milioni di euro.