Chiese ristrutturate e mai aperte, monumenti religiosi visitabili a singhiozzo e strutture abbandonate. Il tour delle meraviglie perdute fa tappa nell'isolotto. «Le chiese del Fec in Ortigia ed extra moenia sono numerose e quasi tutte mancano di un progetto di manutenzione costante oltre che di un programma di apertura al pubblico». Riaccende i riflettori sui beni appartenti al «Fondo edifici di culto» (Fec, appunto), il docente e critico d'arte Paolo Giansiracusa. E si torna a parlare di fruizione ridotta e restauro del restauro per le più belle chiese del centro storico. «Penso in tal senso al caso più importante - afferma il professore Giansiracusa -: quello della Chiesa del Collegio dei Gesuiti, in via Landolina a due passi dal Duomo, aperta di tanto in tanto per qualche sfilata di personaggi della politica e poi chiusa , sbarrata inspiegabilmente. Perchè mai?» Se la chiesa, infatti, dovesse avere problemi strutturali e funzionali, questi dovrebbero valere sempre e non solo per tenerla chiusa al pubblico come evidenzia il docente. D'altronde parliamo del più grande monumento architettonico di Siracusa che ha visto l'opera d'ingegno di Giovanni Vermexio, di Rosario Gagliardi , di Ignazio Marabitti. «Eppure per misteriose cause - aggiunge - non è visitabile da oltre un ventennio». Il problema della mancata apertura delle chiese e dei monasteri sconsacrati non riguarda comunque solo le opere del Fec. «Tutta l'architettura chiesastica siracusana - puntualizza il critico d'arte -, con esclusione di pochissimi casi, è obliterata o aperta solo saltuariamente per motivi di culto. I motivi sono tanti e credo che siano tutti riconducibili alla mancanza di fondi destinati ad un servizio di custodia e alla mancanza di vocazioni religiose». Ci si dimentica però che esiste una parte della società civile sensibile e disponibile ad aprire e gestire i monumenti con apposite convenzioni. «Aggiungo la gestione all'apertura - dice Paolo Giansiracusa - perchè gli spazi chiesastici e conventuali, in particolare quelli sconsacrati, si prestano benissimo ad accogliere convegni, mostre, concerti , attività sociali sostenibili. L'Archeoclub d'Italia, l'Accademia di Belle Arti , e ritengo molti altri gruppi culturali, sono disponibili da tempo a fare gratuitamente il servizio di custodia e le attività culturali idonee alle strutture. Il Convento di Sant'Agostino , restaurato e mai riaperto, la Chiesa dei Minimi , il complesso architettonico di San Domenico, la chiesetta di Sant'Anna e tanti altri edifici di interesse storico attendono di essere riscoperti e valorizzati. La loro rinascita non è legata al solo restauro strutturale ma anche a quello storico-artistico , culturale e funzionale. Il segreto della durate dei monumenti nel tempo è legato alla loro continua manutenzione e questa come sio sa non può avvenire a porte chiuse, escludendo la comunità dalla gestione, ma coinvolgendo ogni cittadino». Giansiracusa accenna poi alla questione dei restauri: sempre solo ed esclusivamente di carattere edilizio, mai accompagnati dai ripristini funzionali. «Calpestando - conclude - ogni principio della carta del restauro e del buon senso». isabella di bartolo
SICILIA - Alla ricerca dei siti perduti
Il docente e critico d'arte Paolo Giansiracusa lamenta la mancanza di apertura e manutenzione delle chiese e dei monasteri sconsacrati a Siracusa. Il Fondo edifici di culto (Fec) è responsabile della gestione di questi beni, ma non ha un progetto di manutenzione costante e non apre le chiese al pubblico. Giansiracusa cita l'esempio della Chiesa del Collegio dei Gesuiti, che è aperta solo per eventi di raro interesse. La critica di Giansiracusa si estende anche alle chiese del centro storico, che sono state chiuse per motivi strutturali e funzionali.
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