Si veste da imbianchino e intanto distrugge la macchina comunale GRUPPO CONSILIARE POPOLO DELLE LIBERTÀ Il sindaco Bonifazi non si rende conto che fare il primo cittadino di Grosseto significa rappresentare tutti i cittadini (di maggioranza e di opposizione) e che alle critiche che gli vengono rivolte (da consiglieri o da cittadini) bisogna rispondere con argomenti e confutazioni seri e non come il suo solito con attacchi personali, denigratori, scomposti e soprattutto infondati. Il consigliere del Popolo della Libertà Fabrizio Viggiani, che non ha bisogno di nessuna difesa da parte del Pdl, si è limitato a denunciare, ormai da tempo, attraverso internet e sulla stampa, il grave degrado in cui è precipitata la città e Bonifazi non può attaccarlo perché non avrebbe parlato in consiglio comunale, ma si è avvalso di altri mezzi di comunicazione, ma dovrebbe responsabilmente confutare in concreto le denunce del consigliere di opposizione. Si dà il caso (ed è molto più grave) che quasi sempre le critiche, le proposte, le eccezioni fatte da esponenti dell'opposizione si perdono nel consiglio comunale, dove né il sindaco né la giunta sentono il benché minimo dovere (alla faccia dell'etica istituzionale) di replicare (per brevità si citano i dibattiti sui vari bilanci preventivi e consuntivi dove dopo gli interventi e le critiche dell'opposizione sbrigativamente si passa al voto senza alcuna risposta a chi rappresenta una fetta importante di cittadini di questo Comune). Il sindaco Bonifazi non avendo argomenti per rispondere a Viggiani scende nell'offesa personale e poi carico d'ira (uno dei sette vizi capitali) cita a sproposito il Vangelo (pagliuzza e trave). Da uomo di chiesa dovrebbe citare il Vangelo secondo Luca e anche secondo Matteo correttamente e soprattutto prima di far cadere sugli esponenti dell'opposizione certe responsabilità (ecomostri di Marina) dovrebbe informarsi bene all'Urbanistica e dare la responsabilità di tali costruzioni agli autori veri. Se così avesse fatto si sarebbe reso conto che gli "ecomostri" sono figli del cosiddetto Compart C approvato nell'anno 1985 e confermato dal Piano Samonà dei primi anni '90; e sempre in quegli anni si sono realizzate anche le case popolari in riva al mare anziché strutture funzionali al turismo. La passata Amministrazione, per il principio della continuità degli atti della P.A., non poteva certo impedire che gli ultimi fabbricati compresi nel Compart C non venissero autorizzati come gli altri, pena la soccombenza e il pagamento dei danni in sede giudiziaria. Se il sindaco pensa che tali "ecomostri", che come accennato innanzi, hanno un padre e una madre, sono "abusivi" li faccia demolire, ma soprattutto, non attribuisca responsabilità a chi non le ha, in maniera assoluta. Un consiglio al sindaco: invece di perdere il suo tempo a fare azioni populistiche come l'imbianchino e lo scopino e provi a far funzionare la macchina comunale (che purtroppo sotto la sua gestione è stata distrutta).