Ogni giorno 15 mila visitatori: misure di sicurezza inevitabili Il sovrintendente La Regina dopo il furto sventato al Colosseo: «Quella pietra, meglio lasciarla lì» In fondo bisogna capirli, le loro pietre più vecchie hanno sì e no cinquecento anni, e allora li si può capire se rimangono incantati di fronte a tanta storia e tanta cultura che non hanno, ma da qui a portarsi a casa a pezzi il Colosseo ce ne corre. Un pezzo di travertino grande quanto una mano, perché no, così bello, così suggestivo, deve aver pensato la signora americana in vacanza a Roma con il figlio piccolo. Una pietra in più, una in meno che differenza fa, ce ne sono tante messe tutte insieme da millenni. Il bambino lo tiene in mano, quando una guida turistica, Vincenzo De Munno, se ne accorge e chiama il custode. «Signora, il bambino ha preso un pezzo di pietra del Colosseo, signora, lo deve consegnare a noi, mica lo può portare via», ripete il custode alla straniera appena uscita dal Colosseo, sul lato che si affaccia in via Monte Celio. La signora, dopo un attimo di apparente sbalordimento, guarda stupita il bambino, «ma è solo un sasso», ripete in italiano. «No signora, mi dispiace quello per noi non è un sasso, è un pezzo di travertino di uno dei monumenti più belli del mondo». (Ma se fosse stato un sasso perché portarlo via? perché alterarsi se il custode del monumento ferma la turista?). «Però era lì per terra, mica l'abbiamo staccato», continua la signora che raggiunge il custode in ufficio per firmare il verbale che la riguarda. Colosseo, ore 15,30, gran viavai di turisti, come sempre, ad agosto non ne parliamo. Ma i controlli funzionano, eccome. Certo il metal detector all'ingresso rallenta un po' la fila, però, è un ulteriore motivo di sicurezza per l'amministrazione e il Ministero che ne ha richiesto l'installazione proprio al Comune. «Con dieci, quindicimila visitatori ogni giorno le misure di sicurezza sono utili, indispensabili, scoraggiano azioni di qualsiasi tipo - sostiene il Sovrintendente ai Beni archeologici, Adriano La Regina - però stavolta mi appello al buon senso di tutti: per carità, avviene dappertutto che i visitatori raccolgano schegge, pietre, pezzetti, ma quando un monumento come il Colosseo è visitato da milioni e milioni di persone si rischierebbe di depauperarlo. Insomma, era meglio se la signora quel pezzo non l'avesse preso, altra cosa, comunque, sono i vandalismi». L'assessore capitolino ai Beni culturali, Gianni Borgna, non fa che ripeterlo: «I sistemi telematici funzionano e ormai gran parte dei tesori di Roma sono protetti e costantemente controllati. Non è un caso che questi fenomeni stiano sensibilmente diminuendo». Che i turisti qualche volta (spesso?) ci provino a portarsi a casa souvenir storici e inestimabili lo racconta anche la guida turistica e rappresentante di categoria della Cgil, Vincenzo De Munno: «E' successo anche un mese fa, ero ai Fori con un gruppo di turisti, e una coppia americana aveva preso una pietra. Ci vogliono sempre mille occhi, capisco il ricordino, ma il Colosseo proprio no».
Mania dei souvenir, monumenti a rischio
Il Colosseo è stato sottoposto a un controllo di sicurezza dopo un furto di un pezzo di travertino. Una signora americana ha preso un pezzo di pietra dal Colosseo, ma il custode ha fermato la sua figlia, che lo teneva in mano. La signora ha affermato che era solo un sasso, ma il custode ha spiegato che era un pezzo di travertino. Il Sovrintendente ai Beni archeologici ha sottolineato l'importanza delle misure di sicurezza per proteggere il monumento. L'assessore capitolino ai Beni culturali ha confermato che i sistemi telematici funzionano e che i vandalismi stanno diminuendo.
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