Trovato l'accordo sulla sede, l'antiquario dona il suo patrimonio. Anzi, ne triplica pezzi e valore L'antiquario vuole premiare «il grande impegno del Comune». A breve la firma dal notaio GROSSETO. Triplicati mobili, maioliche, libri, ma soprattutto capolavori trecenteschi, opere rinascimentali, quadri manieristi e barocchi: inizialmente un corpus di 38 opere ora "lievitato". La collezione Luzzetti conterà 100-110 opere d'arte, perché lui (l'antiquario di fama mondiale, nato a Giuncarico e radicato a Firenze da anni) vi ha aggiunto altri 70 pezzi. Una decisione con cui Gianfranco Luzzetti vuole «premiare il Comune di Grosseto» per lo sforzo fatto nei suoi confronti. Come spiega lo stesso Luzzetti dalla sua straordinaria casa-museo in Borgo san Jacopo. «Il Comune si è impegnato molto a velocizzare la creazione di un museo che troverà spazio nell'ex convento delle Clarisse dopo lo spostamento della facoltà di lettere all'ex Gil». A ottobre, con una cerimonia, il sindaco consegnerà le chiavi della pinacoteca a Luzzetti. E la collezione andrà lì, accanto al patrimonio d'arte comunale disperso tra uffici e assessorati. È invece saltata l'ormai tradizionale mostra annuale "griffata" Luzzetti al museo archeologico. Sarebbe stata la quarta consecutiva (titolo "Dall'antico al classico"), ma per ora niente da fare. Non in via definitiva però. «La mostra sarà fatta, a maggio-giugno 2011», spiega lui. La vera notizia è che «andrà appunto nella nuova pinacoteca, dove potremmo muoverci anche con molta più tranquillità». Trovare una "casa permanente" alle sue opere era la condizione indispensabile per il lascito, e quel traguardo sembra davvero alle porte. «Mi sono molto battuto per arrivare fin qui. È stata una battaglia lunga e tenace, un parto doloroso, ma alla fine ce l'ho fatta». Al sindaco l'antiquario aveva chiesto una risposta urgente e definitiva sulla pinacoteca. «Non sopportavo più che si continuasse a tenere tutto in sospeso, e gli avevo chiesto di darmi una data precisa entro fine giugno. Volevo tutti i passaggi formali in giunta e consiglio comunale, visto che questa situazione me la trascino da 12 anni. Lui mi ha assicurato che questi passaggi ci saranno: nelle prossime settimane dovrebbe esser fatto tutto e non appena avrò l'approvazione definitiva e per scritto andremo dal notaio, ma è questione di poco». Per dimostrare la gratitudine ha aggiunto altri 70 pezzi. Saranno soprattutto quadri e una collezione del '600 fiorentino, "rimpinguata" con nomi importanti: manieristi, uno studio di Botticelli, mobili, bronzi. «Sarà fatto un centro studio per i giovani, con cataloghi e la mia collezione di 7-8mila volumi d'arte. Sarà ricreata anche una "casa del collezionista", la mia. Ci porterò la mia scrivania, il mio studio». In questi giorni - nella sua casa di Borgo san Jacopo - «verrà un incaricato da Grosseto a concordare i dettagli e vedere l'inventario. Poi verrò io a Grosseto, quanto prima, a dare la notizia alla città e a firmare il lascito dal notaio». Una collezione che fa gola - ovviamente - anche al Comune di Firenze. «Firenze mi ha chiesto molte volte di lasciare la mia collezione dentro il mio palazzo e trasformarlo in un museo di arte decorativa. Ma io più volte ho detto di no, perché non volevo abbandonare la mia idea, che è sempre stata quella di portare le mie opere d'arte a Grosseto, la mia città. E così sarà».