Una settantina di oggetti d'arte recuperati dal nucleo per la tutela del Patrimonio culturale compongono la mostra "I Carabinieri per l'arte Tessere di un patrimonio recuperato", inaugurata a Cà d'Oro, alla presenza del nuovo soprintendente per il Polo museale di Venezia, Vittorio Sgarbi. «Un ritrovamento ha detto Sgarbi è una vicenda sia poliziesca che degli inquirenti e lo spirito investigativo caratterizza anche lo storico dell'arte, che spesso è detective. E una mostra come questa è straordinariamente legata a Venezia, dove tutto arrivava e tutto partiva. Ho molto lavorato con il nucleo di tutela e conosco quindi bene queste vicende. È una mostra fatta per loro, ma in realtà anche per me: mette insieme le cose più belle, ribadendo che la contemporaneità è la resistenza nel tempo delle opere. La Nike di Samotracia, al contrario di quanto pensavano i futuristi, è più contemporanea dell'automobile». La mostra è stata organizzata dall'ex soprintendente ad interim, Fabrizio Magani. «Non si sta festeggiando un'opera ha detto ma celebrando un lavoro di 40 anni di nobile attività: c'è perfetta circolarità tra il loro lavoro e il nostro. Era un dovere ospitare al polo museale di Venezia una mostra sui loro recuperi. E la scelta è caduta sulla Cà d'Oro perché qui c'è l'anima di Giorgio Franchetti, un collezionista che amava l'antico». Il presidente del Centro Europeo per il Turismo, Giuseppe Lepore, ha detto che è stata promossa «questa mostra a Venezia per riproporre e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche del recupero, attraverso un'ulteriore pagina di storia del nostro patrimonio artistico». A illustrare i contenuti è stato Giovanni Nistri, comandante dei Carabinieri per la tutela del Patrimonio culturale: «Abbiamo festeggiato i 40 anni compiuti lo scorso anno non solo per un genetliaco, ma per ricordare che l'Italia è stata la prima nazione a munirsi di un reparto specializzato nella tutela del patrimonio culturale, richiamandone la necessità. L'anno scorso abbiamo celebrato la ricorrenza con tre mostre a Roma, Firenze e Napoli: è giusto cominciare i prossimi 40 anni da Venezia, per predisporre un impegno nel tempo. "Tessere" è parola indicativa, perché oggi è esposta una minima parte qualificata del patrimonio sottratto, ma non l'interezza del recupero».
Quel patrimonio di opere "recuperate"
La mostra "I Carabinieri per l'arte Tessere di un patrimonio recuperato" è stata inaugurata a Cà d'Oro a Venezia. La mostra raccoglie una settantina di oggetti d'arte recuperati dal nucleo per la tutela del Patrimonio culturale. Il nuovo soprintendente per il Polo museale di Venezia, Vittorio Sgarbi, ha detto che la mostra è una vicenda sia poliziesca che degli inquirenti e che mette insieme le cose più belle del patrimonio recuperato. La mostra è stata organizzata dall'ex soprintendente ad interim, Fabrizio Magani, e celebra i 40 anni di nobile attività del nucleo di tutela.
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