NOMINA. Il critico d'arte dirigerà il Polo museale: «Biennale d'arte e Soprintendenza torneranno a lavorare assieme» La condanna per assenteismo? «Non esiste, è colpa del magistrato». Nei programmi la riapertura dell'Accademia e il centenario dell'editore Neri Pozza Vittorio Sgarbi è in arrivo a Venezia come nuovo soprintendente al Polo Museale, ed è un ciclone che si prepara a scatenarsi. I sindacati gli hanno preannunciato guerra e lui non è tipo da tirarsi inietro. Il critico d'arte è tornato a parlare della sua nomina, raccontando l'iter che ha portato il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, a sceglierlo per Venezia. «Dopo la mia nomina a direttore del Padiglione della Biennale», ha spiegato Sgarbi, in occasione della mostra delle opere d'arte recuperate dallo nucleo tutela patrimonio artistico dei carabinieri, «avevo detto in un'intervista che avrei fatto volentieri il direttore dell'Istituto centrale di restauro. Il posto, però, era occupato, per cui il ministro Bondi mi ha proposto di scegliere tra il Polo museale di Napoli e quello di Venezia. Forse perché sono autolesionista», ha continuato Sgarbi, «avevo scelto Napoli, dove anche Dio sarebbe sconfitto, ma anche la sede di Napoli è stata occupata, per cui sono arrivato a Venezia. Una nomina il cui senso, nella mia visione, è quello di tenere assieme due mondi separati ed è quindi la soluzione più utile». Sgarbi è stato condannato, con sentenza definitiva, nel 1996 a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi (per la richiesta di aspettativa per motivi di salute) e assenteismo nel periodo 1989-1990, mentre era dipendente del ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto. Riguardo a queste vicende giudiziarie, Sgarbi ha dichiarato che «non esistono. La Corte europea ha dato ragione a me, visto che il medico dei presunti falsi certificati è stato assolto, in quanto sono stati ritenuti veri. È stata una vera e propria persecuzione fatta nei miei confronti, perché mi chiamo Sgarbi e faccio il mio dovere», muovendo quindi una dura critica ai giudici. «È il magistrato», ha concluso Sgarbi in stile berlusconiano, «che va condannato per non aver fatto nulla di utile: l'unica penalità che mi è stata inflitta sono 10 giorni di sospensione, che ho già scontato. E perché devo quindi fidarmi dei giudici, dopo essere stato indagato anche per mafia, quando perdono tempo su cose che non esistono?» Polemiche a parte, Sgarbi ha illustrato anche le linee del suo programma a Venezia per i prossimi tre anni. «È evidente», ha premesso Sgarbi, «che le attività di Soprintendenza e Musei conducono a una data comune, il giugno 2011, per la riapertura delle Gallerie dell'Accademia e la prossima Biennale, per dare un segnale di continuità tra arti, con quello che l'arte contemporanea esprime e ha espresso tra il 2001 e il 2011, nel nuovo millennio non indagato con attenzione dalla critica. Soprintendenza e Biennale dovranno tornare a lavorare insieme. La missione fondamentale è far sì che la Biennale di Venezia sia Biennale d'arte, con tutta l'arte di Venezia che vi concorre». I primi due punti delle prossime attività riguardano gli omaggi allo storico soprintendente Francesco Valcanover («A Venezia nel 1976», ha ricordato Sgarbi, quando vinsi il concorso ed entrai in organico alla Soprintendenza del Veneto, e fino al 1988») e a Neri Pozza («Il più grande editore veneto del Novecento, ma non solo», lo ha definito Sgarbi. «Riusciremo a preparare in tempo il ricordo per il centenario della sua nascita»).