Zampolini: lex ministro comprò il palazzo di Propaganda Fide a prezzo stracciato, 4 milioni invece di 8 Ai pm nuove intercettazioni di Lunardi Venti telefonate con Balducci co. Sepe: no allinterrogatorio a Perugia La procura di Roma reitera la richiesta di custodia cautelare per gli indagati dai nostri inviati PERUGIA - Dallinchiesta sul G8 e sul "sistema Balducci-Anemone" spuntano fuori le inedite intercettazioni dellex ministro alle Infrastrutture, Piero Lunardi (indagato per corruzione insieme al cardinale Crescenzio Sepe) che aggravano la sua posizione. Oltre venti telefonate, registrate dai carabinieri del Ros, che intercettavano le utenze telefoniche di Angelo Balducci e degli altri indagati (per i quali proprio ieri la procura di Roma ha reiterato la richiesta di custodia cautelare). È la prima volta che si apprende delle conversazioni tra lex ministro, Balducci ed altri esponenti del gruppo di funzionari pubblici e imprenditori edili che gestivano i grandi appalti del G8, dei Grandi Eventi, dei 150 Anni dellUnità dItalia. Presto le trascrizioni di queste telefonate saranno esaminate dai pm di Perugia, Alessia Tavernesi e Sergio Sottani che, se le riterranno utili alle indagini, dovranno chiedere al Parlamento lautorizzazione per utilizzarle. Oltre allacquisto a prezzo "stracciato" del palazzetto di via dei Prefetti, venduto da Propaganda Fide e quindi dal Cardinale Sepe a Pietro Lunardi, potrebbero spuntare fuori altre novità. E che si trattasse di un prezzo di favore (720 metri quadrati per poco più di 4 milioni euro. In cambio, secondo laccusa, il ministro avrebbe dato contributi statali per cinque milioni di euro a Propaganda Fide per la ristrutturazione di un museo Vaticano mai completato), lo conferma anche larchitetto dellimprenditore Diego Anemone, Angelo Zampolini, che a verbale ha dichiarato che il suo valore era di almeno 8 milioni di euro. Dalla relazione della Corte dei Conti agli atti dellinchiesta emergono inoltre nuovi dettagli sulla ristrutturazione del palazzo di Propaganda Fide, in piazza di Spagna a Roma: non solo vennero svolti solo in parte, ma quelli eseguiti furono fatti senza rispettare in pieno la normativa vigente e, in alcuni casi, non rispettandola affatto. Intanto il cardinale Sepe, attraverso il suo avvocato, Bruno Von Arx ha fatto sapere che ieri hanno cercato di contattare i pm di Perugia senza riuscirci. Aggiungendo che il suo assistito vuole rispondere «ma al nostro giudice naturale, che non è quello di Perugia». Sulla rogatoria internazionale chiesta per Propaganda Fide, la risposta di von Arx è: «Ci fa addirittura piacere. Questo significa che hanno costruito lipotesi di reato senza neppure essere in possesso della documentazione». Una conferma, per il penalista, che «il reato di corruzione non sta da nessuna parte». Ieri a Perugia Daniele Anemone, fratello di Diego, è andato in procura per la copiatura del contenute dellhard disk di due dei suoi computer sequestrati durante lindagine e dove fu trovato anche il famoso "libro mastro" di Diego Anemone doverano annotati i 412 nomi di personaggi eccellenti che a vario titolo si erano fatti ristrutturare gli appartamenti dallimprenditore romano. E sempre ieri il gip di Perugia, Massimo Ricciarelli, ha disposto il divieto di lavorare con la pubblica amministrazione per otto mesi per le società "Salaria Sport Village" e "Sportiva Romana" . Una decisione che segue quella presa nei giorni scorsi quando il gip respinse il commissariamento delle aziende di Anemone, vietando però alle società di avere rapporti con la pubblica amministrazione