Da oggi a sabato oltre 170 relatori rifletteranno sul tema "Venustas, architettura, mercato, democrazia" in attesa che ci si inventi qualcosa di nuovo su cosa è giusto costruire Alluniversità Federico II parte "Eurau", Giornate Europee della Ricerca architettonica e urbana La disgregazione del tessuto unitario dellambiente urbano, dei suoi confini e di molte certezze che erano custodite nella città così come è stata pensata fino alla modernità, sta sollecitando uninevitabile trasformazione dellapproccio al suo progetto. Da questo smembramento sono emersi i super-luoghi, le piazze metropolitane, le cattedrali post-moderne del consumo, e lagire degli architetti e degli urbanisti (quelli che dovrebbero essere i magistri urbis) si è fatto, da un lato, improvvisamente incerto, insicuro, preoccupato, perché gli strumenti del progetto sono sembrati improvvisamente impropri e le loro proposte non condivise o non capite. Dallaltro, sempre più spesso il tessuto della città diventa uno sfondo sul quale esprimere nuove pseudo-certezze: la materia dellarchitettura si deforma, si allunga, si piega sulla città, imponendosi come corpo metodicamente sovrapposto, che acquista legittimità e senso soltanto in relazione alle proprie qualità compositive, alle innovazioni tecnologiche, alla risposta puntuale a istanze di tipo "politico" e di pura rappresentazione. E così i grattacieli si incurvano (come nel progetto City Life a Milano), o si allungano oltre un chilometro (il Burj Khalifa a Dubai); le stazioni della metropolitana emergono dal sottosuolo e si "mostrano" (come a Napoli); i musei diventano essi stessi espressioni di virtuosismi di tipo artistico (come il Guggenheim di Bilbao e i nuovissimi Maxxi e Macro a Roma); i negozi e i luoghi del commercio si trasformano nelle nuove piazze della metropoli diffusa, con servizi e spazi di tipo urbano, ma edulcorati, protetti, controllati, simultaneamente pubblici e privati. In attesa che ci si inventi qualcosa di nuovo e che, dopo millenni, la città sia sostituita da qualche diversa forma fisica di convivenza, ha forse ancora senso provare a suggerire risposte ad alcuni quesiti: chi decide (e attraverso quali strumenti) che cosa è giusto costruire nelle nostre città? Esiste unidea di bellezza condivisa nella costruzione delle città e dei paesaggi contemporanei? Sono ancora larchitettura e lurbanistica a definire morfologie e tipologie delle città o è sempre più la rendita a breve, il massimo profitto, leffimera ostentazione di opulenza, ai quali è sempre più subordinato lo spazio urbano inteso come manifestazione primaria dei commons, i beni pubblici? A queste e altre domande proveranno a rispondere gli oltre 170 relatori nelle Giornate Europee della Ricerca Architettonica e Urbana, che si svolgerà a Napoli da oggi al 26 giugno nel centro congressi dellUniversità Federico II, in via Partenope. Si tratta della V edizione di Eurau, un evento nato nel 2004 per iniziativa del Ministero della Cultura francese e ospitato nelle scorse edizioni dalle scuole di architettura di Marsiglia, Lille, Bruxelles, Madrid. Liniziativa è promossa dalla facoltà di Architettura di Napoli, in collaborazione con una folta serie di Università europee e con il Politecnico di Torino, ed è coordinata da Roberta Amirante. Ad aprire i lavori, sarà una tavola rotonda con Gustavo Zagrebelsky, Renato De Fusco, Michele Salvati e Marco Romano, cui è affidato il compito di offrire ai partecipanti uninterpretazione aggiornata del senso dei quattro termini che articolano il titolo del congresso: "Venustas, architettura, mercato, democrazia". E proprio sulla "venustas", la "bellezza" degli antichi romani, che sarà al centro della riflessione, non potrà prescindere dalla complessità e dal rapporto contraddittorio che con essa ha la città che ospita il convegno. Una città, quella di Napoli, nella quale la triade vitruviana, firmitas (stabilità), utilitas (funzionalità) e venustas (bellezza), viene sistematicamente disattesa o contraddetta con i fatti e con le omissioni. Anche qui, come altrove, larchitettura, sapere "debole" e da tempo de-codificato, può ancora proporsi in maniera credibile, come disciplina delle città e del paesaggio, lunica ancora in grado di fornirne un progetto, una rappresentazione e unidea meno liquida del futuro.
NAPOLI - Idee, trasformazioni, paesaggi per convivere nella "bellezza"
Da oggi al 26 giugno, a Napoli, si svolgono le Giornate Europee della Ricerca Architettonica e Urbana, con oltre 170 relatori che si rifletteranno sul tema "Venustas, architettura, mercato, democrazia". L'evento è promosso dalla facoltà di Architettura di Napoli e coinvolge Università europee e il Politecnico di Torino. La tavola rotonda inaugurale sarà presieduta da Gustavo Zagrebelsky, Renato De Fusco, Michele Salvati e Marco Romano, che offriranno un'interpretazione aggiornata del senso dei quattro termini del titolo del congresso.
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