Una piccola città, una sorta di nuova Faenza, nei pressi dell'ingresso autostradale dell'A14. L'architetto Ennio Nonni, su commissione pubblica, dopo che il comune di Solarolo ha approvato il nuovo prg, ha presentato il maxi-progetto: 340 mila metri quadrati edificabili. La Romagna arriva quindi prima nella trasformazione da agricola a edificabile di una delle 22 aree di sviluppo individuate dalla regione e che in parte possono contare su agevolazioni dell'Ue. Il nuovo polo sarà costruito in un'area baricentrica rispetto alle attuali realtà residenziali: 12 chilometri da Faenza, 15 da Imola, 3 da Solarolo, 7 da Castelbolognese. Ma è soprattutto sulla facilità di ingresso alla Bologna-Ravenna che punta il progetto. Si tratta di una cittadella della residenza, della produzione e del consumo, che calamiterà energie da tutta la Romagna. Dice Nonni: La scommessa è integrare strettamente tre tipi di area, residenziale, commerciale e industriale, oltre a centri direzionali e strutture ricettive'. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito Enel, Snam, Hera, Telecom, Autostrade, Consorzio di bonifica, sovrintendenza. Con l'obiettivo di realizzare un insediamento-pilota, che potrà poi valere per le altre aree di sviluppo previste dal piano regionale per rendere più efficiente e competitiva, anche sul piano della mobilità, l'Emilia-Romagna. Il progetto si sviluppa ai due lati dell'autostrada e comprende anche giardini, spazi pubblici, piste ciclabili, viabilità interna, rotonde, parcheggi, piazze, recupero di fabbricati rurali. Una particolare attenzione è rivolta all'ambiente, con l'utilizzo del teleriscaldamento e di impianti a energia solare. I cantieri saranno avviati entro l'anno, gli insediamenti artigianali e industriali saranno i primi ad animare la nuova mini-città, nel 2006. Gli investimenti saranno un mix pubblico-privato (il polo è inserito nell'Obiettivo 2 dei fondi strutturali dell'Ue), mentre vengono annunciate tecnologie d'avanguardia: un impianto di trattamento digitale delle acque reflue, bacini di laminazione, due acquedotti, uno potabile e uno industriale, un elettrodotto, un metanodotto e un cavodotto Telecom a fibre ottiche completamente interrato. È un disegno urbano complessivo', conclude Nonni, realizzato attraverso un piano particolareggiato, con eventuali subcomparti. Abbiamo puntato su un decentramento ragionato con valore aggiunto sia per i residenti sia per i comparti produttivi e commerciali'.