Tra due mesi trenta alberi, passerelle, chioschi, panchine a un costo di 300mila euro Entro un paio di mesi la Darsena tornerà ai milanesi ripulita e riqualificata. Con tanto di nuova illuminazione, panchine, chioschi per il ristoro, percorsi pedonali, passerelle in legno e una trentina di nuovi alberi. Il tutto, però, rigorosamente allasciutto. Per rivedere lacqua, infatti, e riportare larea a comera prima che iniziassero i lavori per il parcheggio, bisognerà aspettare la fine del 2011. Non solo perché le indagini strutturali sulle sponde e sul fondale hanno bisogno di mesi, ma anche perché ieri il Consiglio di Stato ha fissato al 26 ottobre ludienza di merito, spostando di altri quattro mesi la decisione se concedere o meno la sospensiva della sentenza del Tar della Lombardia che, in aprile, ha dato ragione al Comune contro la società che aveva in concessione il parcheggio. Intanto, però, Palazzo Marino procederà con una riqualificazione temporanea, veloce e poco dispendiosa. I lavori, per un massimo di 300mila euro, dovrebbero cominciare già in luglio e terminare entro la fine di agosto, quando il recinto del cantiere verrà abbattuto e i milanesi potranno tornare a passeggiare nellarea a cui si potrà accedere attraverso sei nuovi ingressi: piazza XXIV Maggio, viale DAnnunzio, alzaia Naviglio Grande, piazza Cantore e due in viale Gorizia. Lintervento prevede una recinzione metallica alta due metri intorno ai resti archeologici, una in legno lungo gli argini e le aree che si sono riempite di vegetazione spontanea (che per ora non verrà toccata), cartelloni didattici con informazioni sia sulla vegetazione e la fauna sia sui reperti archeologici, un percorso pedonale nel verde, trenta alberi lungo il lato di viale Gorizia e duecento arbusti (donati al Comune dallAssociazione florovivaisti lombardi) e infine una nuova illuminazione. «È un progetto che non perde lorizzonte futuro di dare acqua alla Darsena - spiega Maurizio Cadeo, assessore allArredo urbano - ma che permette alla città di riappropriarsi dellarea subito e con una spesa contenuta da parte del Comune» Continua invece la battaglia legale. Le motivazioni con cui il Tar della Lombardia ha rigettato il ricorso della società Darsena Spa sono state pubblicate lunedì. E non convincono gli imprenditori che hanno già deciso di presentare una nuova memoria in vista della prossima udienza del Consiglio di Stato perché, spiegano, «la ricostruzione dei fatti da parte del Tar non è corretta». Replica Bruno Simini, assessore ai Lavori pubblici: «Il Comune ha stravinto. La sentenza dice chiaramente che Darsena Spa è colpevole di inadempimento grave e documentato, fatto che ha determinato la decadenza della convenzione».