Il ministro ha chiesto il resoconto dei finanziamenti statali concessi per le ristrutturazionI I progetti religiosi sotto la lente della Corte dei Conti e della procura di Perugia Lazienda controllata dal Tesoro in sei anni ha speso mezzo miliardo di euro Di prima mattina, lunedì mattina, il ministro Bondi ha chiamato il direttore generale di Arcus e, preoccupato dalle notizie che stavano salendo di quota sui finanziamenti pubblici concessi dal dicastero dei Beni culturali ai siti del Vaticano, sulle inchieste della Corte dei Conti e della Procura di Perugia sul palazzo di Propaganda Fide in Piazza di Spagna, a Roma, ha chiesto un rapporto dettagliato sullattività dellazienda privata controllata dal ministero del Tesoro che in sei anni ha speso investito, sostiene il suo direttore generale, Ettore Pietrabissa mezzo miliardo di euro. Ecco, quattro finanziamenti di Arcus voluti e sottoscritti nel tempo dai ministri Lunardi, Rutelli, Buttiglione e quindi dallo stesso Bondi erano stati indirizzati su opere del Vaticano. La Corte dei conti, contestando lattività generale di Arcus, aveva segnalato diverse incongruità proprio sui finanziamenti per progetti religiosi. E i magistrati di Perugia avevano contestato la corruzione allex ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, e allex prefetto di Propaganda Fide, Crescenzio Sepe, mettendo a fuoco proprio il finanziamento da 5 milioni per il palazzo di Propaganda Fide: finanziamento di Stato alla Chiesa, apparentemente illegittimo, concesso secondo laccusa in cambio di benefici personali a Lunardi, che a inizio Duemila aveva comprato un palazzetto di proprietà proprio di Propaganda Fide. Lunardi acquistò i tre piani (occupati da otto persone) in via dei Prefetti dietro Montecitorio per 4,16 milioni. Gli inquirenti ritengono che per quei 720 metri quadrati il valore di mercato, in realtà, fosse almeno il triplo. Studiata la relazione degli uffici di Arcus, il ministro Bondi si è accorto che dei 5 milioni pubblici dati per la ristrutturazione del palazzo borrominiano di piazza di Spagna, 500 mila euro dovevano essere ancora erogati. E lunedì ha chiesto che lultima tranche del finanziamento fosse fermata, almeno fino a quando non sarà inaugurata la pinacoteca interna e garantita la sua apertura al pubblico (oggi è stata annunciata per il prossimo venti ottobre). Di più, gli stessi uffici tecnici hanno segnalato al ministro che il finanziamento per il cortile dellUniversità Pontificia Gregoriana doveva essere completato: agli 800 milioni concessi nel 2009 doveva essere aggiunto un milione per la stagione in corso. Allinterno della struttura erano stati recuperati resti romani. Anche questo finanziamento è stato congelato. E poi il ministero dei Beni culturali è intenzionato a rivedere gli appalti sottoscritti con il Vaticano per ottenere condizioni migliori per lo Stato. Innanzitutto, i siti ristrutturati dovranno essere accessibili al pubblico (cosa, ad oggi, non prevista). La Procura di Perugia, che in questi giorni ha sul tavolo il dossier sulla società privata controllata dal Tesoro, vuole capire alcune questioni controverse. Ed è probabile che nei prossimi giorni interrogherà i dirigenti di Arcus per chiedere, per esempio, perché nellappalto tipo non era prevista una data di chiusura dei lavori, perché nel progetto iniziale di ristrutturazione del palazzo di Propaganda Fide non si fa cenno ad alcuna pinacoteca, perché nella prima fase dei lavori compare larchitetto Angelo Zampolini, il contabile delle tangenti dellimprenditore Diego Anemone. E ancora, perché la direttrice dei lavori in piazza di Spagna, Francesca Nannelli, compagna del vice commissario dellAquila Luciano Marchetti, distaccata dai Beni culturali di Firenze ad Arcus, è affittuaria di un appartamento di Propaganda Fide nel centro di Roma (in via del Governo Vecchio).
ROMA - E Bondi "commissaria" la Arcus bloccati i fondi per Propaganda Fide
Il ministro Bondi ha richiesto un rapporto dettagliato sull'attività della società privata Arcus, controllata dal ministero del Tesoro, che ha speso mezzo miliardo di euro in sei anni. La società è stata accusata di finanziamenti pubblici non autorizzati per progetti religiosi, tra cui il palazzo di Propaganda Fide in Piazza di Spagna a Roma. La Corte dei Conti e la Procura di Perugia hanno contestato l'attività generale di Arcus e hanno segnalato diverse incongruità sui finanziamenti per progetti religiosi. Il ministro Bondi ha chiesto di fermare l'ultima tranche del finanziamento per il palazzo di Propagagna Fide e di congelare altri finanziamenti per progetti religiosi.
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