Battaglia alla Camera per lultimo atto del decreto legge sulle fondazioni liriche Braccio di ferro alla Camera dei deputati, per lultimo atto del decreto legge sulle fondazioni lirico sinfoniche. Quello che porterà drastici tagli alla lirica, che cambierà i connotati ai teatri dItalia. Il governo ieri ha provato a "blindare" il decreto con la fiducia, ma lopposizione ha subito minacciato di ricorrere allostruzionismo. La maggioranza ha ovviamente i numeri per varare il contestato provvedimento (già licenziato al Senato), ma sconfinando verso la mezzanotte lopposizione ha fatto capire che avrebbe fatto le barricate in aula, allontanando il voto finale (scontato) accendendo però i riflettori sullimpopolare decreto Bondi. Prova di forza rinviata: oggi si saprà se il governo vuole mettere la fiducia. «Un governo che mette la fiducia anche sul decreto sulle fondazioni liriche è un governo di cartapesta. Autoritario fuori, inesistente dentro» è il commento del senatore Vincenzo Vita (Pd). «Protestare contro il decreto Bondi per il riordino delle fondazioni lirico-sinfoniche è legittimo, ma per me resta incomprensibile» dice Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali. DallItalia dei Valori, Pierfelice Zazzera, capogruppo in Commissione Cultura, accusa il ministro Bondi di essere «di fatto commissariato da Tremonti». «No al decreto infame». Questa la scritta apparsa ieri sera su di uno striscione appeso sulla facciata della Scala, subito dopo lassemblea generale tenuta dai lavoratori nel foyer del teatro. Unoccupazione simbolica. Dopo lo sciopero di lunedì, che ha fatto saltare la seconda rappresentazione del Faust di Gounod, le proteste contro la riforma delle fondazioni lirico sinfoniche ora sembrano coinvolgere pure il sovrintendente Stéphane Lissner e il sindaco di Milano, Letizia Moratti. «Continueremo a lavorare con il governo su una politica che sappia valorizzare il Teatro alla Scala», garantisce la Moratti. Ma Sials e Cgil hanno indetto uno sciopero che oggi farà saltare la terza rappresentazione del Faust. La protesta dilaga. Teatri chiusi ieri sera in tutta Italia. È saltato il concerto di chiusura del Maggio Fiorentino. Se il decreto passa, gli scioperi rischiano di bloccare le stagioni estive di Caracalla, San Carlo, Santa Cecilia. In forse le tournée dei prossimi mesi della Scala, a partire da Napoli e Buenos Aires. Il ministro Sandro Bondi, che in unintervista alle pagine milanesi di Repubblica ieri ha cercato di placare gli animi, giurando che «il decreto non taglia i fondi alle fondazioni, tantomeno alla Scala», non viene creduto. Ieri pomeriggio, davanti al ministero dei Beni culturali a Roma, decine di lavoratori dei teatri lirici di tutta Italia hanno cantato linno di Mameli e il Rigoletto di Verdi. Molti gridavano pure «buffone, buffone». «Continueremo le lotte finché questo decreto con verrà modificato» minaccia Francesco Melis della Uilcom. La protesta è stata replicata davanti alla Camera dei deputati, dove era allesame il provvedimento. Nascono nuove forme di protesta. Ieri, a Venezia, i lavoratori della Fenice hanno scelto di fare una prova aperta e gratuita del Giro di vite di Benjamin Britten preceduta da una performance sui gradini del teatro (poi il dibattito sui temi della riforma delle fondazioni). E domani, alla prova generale della Scala del balletto Romeo e Giulietta, aperta ai cittadini, verrà chiesto un contributo per i lavoratori precari.
ROMA - Scala occupata a Milano lavoratori in piazza a Roma tutti insieme contro il decreto
Il governo ha provato a passare il decreto legge sulle fondazioni liriche e sinfoniche, che prevede tagli drastici alla lirica e cambia i connotati ai teatri d'Italia. La maggioranza della Camera ha votato a favore, ma l'opposizione ha minacciato di ricorrere allo struzionismo. I lavoratori dei teatri lirici hanno protestato e hanno chiesto la modifica del decreto. La protesta è stata replicata in diverse città, tra cui Milano, Firenze e Venezia. I lavoratori hanno chiesto di continuare a lavorare con il governo per una politica che valorizzi il Teatro alla Scala e garantisca la sicurezza dei lavoratori.
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