Oggi sciopero e assemblea permanente, tournée a rischio Salta la messa in scena del Faust, sinfiamma la protesta contro Bondi: "I vertici ci difendano dai tagli" La situazione alla Scala rischia di precipitare. I lavoratori hanno proclamato per oggi un nuovo sciopero che cancella la terza rappresentazione del Faust di Gounod, dopo aver già annullato la seconda. Una decisione presa ieri pomeriggio dallassemblea dei dipendenti, sullonda della protesta contro il decreto Bondi che taglia personale e non concede lautonomia promessa al teatro milanese. Ormai si tratta di una vera e propria rivolta, nata settimane fa ma che ieri ha subito unimprovvisa impennata. I lavoratori hanno occupato gli uffici del sovrintendente Lissner, proclamato lo stato di assemblea permanente, e minacciano di far saltare le tournée dei prossimi mesi, a partire da quella di Napoli e di Buenos Aires. In 150 hanno partecipato alloccupazione-lampo della sovrintendenza: una mezzora in cui i rappresentanti sindacali hanno chiesto a Lissner di intervenire in loro difesa. Il sovrintendente, hanno riferito poi, ha ribadito di avere avuto da Bondi la promessa che «a luglio ci sarà una discussione sul caso Scala per approvare un regolamento ad hoc». Secondo i lavoratori, un rifiuto a prendere posizione: «Doveva farlo, non solo per noi, ma per la Scala, per tutto il Paese». Insoddisfatti della risposta, i lavoratori sono scesi in piazza Scala con uno striscione, ("No a Bondi sì alla cultura") ed hanno improvvisato un concertino: prima la marcia dellAida, poi linno di Mameli, seguiti dagli slogan «Moratti, fai 'sta telefonata ai tuoi amici di Roma, digli di smetterla!», e «Qui sotto cè un popolo che hai dimenticato!». «Dal mondo cultura e dello spettacolo arriva un grido di dolore che va ascoltato - commenta Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd a Palazzo Marino - condivido le loro valutazioni sul decreto del governo, che è inaccettabile, e trovo imbarazzante il silenzio del sindaco». E lassessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory replica: «Se parliamo di rapporto tra cultura e economia, ogni sciopero della Scala procura un danno di immagine non solo alla Scala, e quindi a Milano, ma anche allItalia. Tra gli interessi dei lavoratori e quelli del pubblico, in questa epoca, credo debbano prevalere quelli del pubblico, senza il quale non ci sarebbero neanche i lavoratori». In serata si pronuncia anche il sindaco: «Il decreto ha una finalità precisa che è quella di far uscire dallinsolvenza le fondazioni liriche in crisi, ma prevede anche condizioni di favore per quelle istituzioni come la Scala che hanno i bilanci in ordine che prevedono deroghe importanti, per esempio al blocco del turnover. Continueremo comunque a lavorare insieme al governo per trovare delle politiche che valorizzino la Scala». Difende le scelte del governo anche lassessore regionale alla Cultura, Massimo Buscemi: «Il ministro Bondi ha ragione: i sindacati e quella parte del mondo della cultura che lo attacca dovrebbero smettere di protestare e comprendere che la riforma delle fondazioni è un intervento necessario per evitare il fallimento del settore. Quanto alla Scala trovo incomprensibile la minaccia dei lavoratori di uno sciopero ad oltranza». Domani sera la prova generale di Romeo e Giulietta di Kenneth Mac Millan aperta al pubblico ci sarà e, dicono i lavoratori, verrà chiesto «un contributo libero di solidarietà ai precari serali, quelli che vengono pagati solo se ci sono le recite e quindi con gli scioperi perdono completamente la loro retribuzione». Mentre dopodomani salterà la prima del balletto per via dello sciopero nazionale indetto dalla Cgil. Lipotesi di occupare in maniera permanente il teatro, lanciata da qualcuno dei lavoratori, è stata per adesso accantonata. Ma non bocciata definitivamente.
MILANO - Esplode la rivolta alla Scala occupata la sovrintendenza
Oggi, i lavoratori della Scala di Milano hanno scioperato e tenuto un'assemblea permanente, protestando contro il decreto del governo di Bondi che taglia il personale e non concede l'autonomia promessa al teatro. La protesta è stata imbarazzante per il sindaco e l'assessore alla Cultura, che hanno difeso le scelte del governo. I lavoratori minacciano di far saltare le tournée dei prossimi mesi, a partire da quella di Napoli e di Buenos Aires. La situazione alla Scala rischia di precipitare, con la possibilità di uno sciopero ad oltranza. I lavoratori hanno anche lanciato una petizione per chiedere un contributo libero di solidarietà ai precari serali.
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