Roma, a Santa Tecla le più antiche icone di Pietro, Paolo, Andrea e Giovanni. Scoperte grazie al laser ROMA - Il miracolo lha fatto il laser, anche se non è stato proprio istantaneo: per riportare alla luce i colori dei primi apostoli, le raffigurazioni più antiche di cui lumanità abbia oggi testimonianza di Giovanni e Andrea, di Pietro e di Paolo ci sono voluti due anni, mano ferma e la giusta tecnologia. Il tesoro archeologico (e storico-artistico) è stato custodito, dalla seconda metà del IV secolo ad oggi, nelle catacombe di Santa Tecla, sotto le fondazioni di un palazzo anni Cinquanta, a Roma. Gli affreschi splendono ora di rosso e di giallo, di rosa e di blu, in un cubicolo di due metri per due: è una tomba di famiglia la cui matrona, sfidando le persecuzioni cristiane, si è fatta raffigurare insieme alla figlia e con un rotolo in mano - segno distintivo di cultura e sapienza - scegliendo con coraggio gli apostoli a guide del suo viaggio nellaldilà, comè raffigurato in una lunetta che sovrasta le sepolture. Madre e figlia sono circondate dallabbraccio dei santi, in una commovente raffigurazione dinsieme. Barbara Mazzei, direttrice dei restauri per la Pontificia commissione darcheologia, spiega come «eliminare le concrezioni calcaree che coprivano le pitture non sarebbe stato possibile senza il laser che, comè noto, si adopera da molto tempo nei restauri ma che è stato modificato per loccasione e che viene applicato per la prima volta a pitture catacombali». Sono ambienti difficilissimi, in cui la conservazione degli affreschi è veramente eccezionale: lumidità supera il 93, le temperature sono costantemente intorno a 13-14. Questa tecnologia, spiegano ancora i tecnici, ha offerto il vantaggio di una capacità selettiva sul colore: una volta impostato, lo strumento è in grado di eliminare, per esempio, il bianco e poi si ferma proteggendo così i pigmenti pittorici sottostanti che, se "grattati" a mano, sarebbero stati di certo danneggiati. A Santa Tecla, una catacomba "minore" per dimensioni e tipologia, poco conosciuta e non aperta al pubblico, sono affiorate così le prime immagini degli apostoli: «Pietro compare in raffigurazioni coeve simili - spiega Fabrizio Bisconti, sovrintendente ai lavori - ma sempre in un contesto, e mai da solo come accade invece qui». Per Andrea e Giovanni, assicurano gli storici dellarte, si tratta in assoluto dellicona più antica, mentre del ritrovamento del volto di San Paolo si era dato notizia un anno fa, quando venne alla luce. Le caratteristiche iconografiche sono già quelle che la storia dellarte confermerà nel tempo: Pietro con la barba, Paolo con i tratti del pensatore, il volto di Andrea e quello, più giovane, di Giovanni.
ROMA La catacomba svela i volti degli apostoli
A Santa Tecla, una catacomba a Roma, sono state scoperte le più antiche icone di Pietro, Paolo, Andrea e Giovanni grazie al laser. Il tesoro archeologico è stato custodito nelle catacombe dal IV secolo ad oggi. Gli affreschi sono stati restaurati con il laser, che ha eliminato le concrezioni calcaree e ha protetto i pigmenti pittorici sottostanti. Le raffigurazioni sono state scoperte in un cubicolo di due metri per due, con una matrona e la sua figlia circondate dall'abbraccio dei santi. Le icone sono considerate la cona più antica di Andrea e Giovanni, e il ritrovamento del volto di San Paolo è stato noto un anno fa.
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