ItaliaOggi -Economia e Politica-288200 Franco Vitale, direttore generale del turismo, replica alle forti critiche mosse dagli imprenditori. Intesa con le regioni vincolante per la nomina del presidente Il ministro Marzano non ci sta a salire sul banco degli imputati, in riferimento al progetto di riforma dell'Ente nazionale italiano per il turismo. Dopo l'attacco lanciato da Costanzo Jannotti Pecci, presidente di FederturismoConfindustria ieri sulle pagine di ItaliaOggi, arriva pronta la replica del ministero delle attività produttive, per respingere le accuse che definisce del tutto infondate'. Per chiarire i punti più controversi del contestato schema di legge, ItaliaOggi ha sentito Franco Vitale, direttore generale del turismo presso il dicastero di via Veneto. Il dirigente si assume il compito di fornire la corretta' interpretazione del disegno di legge di riforma, che verrà discusso nel prossimo consiglio dei ministri. Domanda. Allora, si aspettava questo putiferio su alcuni aspetti del progetto di legge per la trasformazione dell'Enit in agenzia nazionale del turismo? Risposta. Sinceramente no. L'equivoco parte dalla scelta strategica del ministro di utilizzare lo strumento del disegno di legge invece della decretazione d'urgenza. Proprio per evitare possibili critiche sull'uso indiscriminato del decreto legge. Invece, il disegno di legge è una proposta di normativa che viene presentata da parte governativa e viene rimessa al parlamento e alle parti sociali, i quali possono intervenire, direttamente o indirettamente, per migliorarla. È una soluzione fortemente democratica e aperta. D. Perché intervenire in un secondo tempo, quando sul testo di riforma, approvato all'unanimità dalla conferenza dei presidenti delle regioni e trasmessa al ministro Marzano a fine aprile, si era creata una convergenza fra tutte le parti in causa? R. Non è una questione di tempi, perché se c'è una comune volontà d'intenti da parte delle forze politiche, la legge si approva nell'arco di poche settimane. D'altronde il ministro avrà pur diritto di fare una proposta come ritiene opportuno. E comunque aderendo sostanzialmente a quello che era il documento redatto a suo tempo dalle regioni, senza stravolgere minimamente la logica di indirizzo generale. D. Per Federturismo sono però modifiche sostanziali. Le regioni non detengono più la maggioranza nel cda e i rappresentanti degli operatori turistici non sono più nominati direttamente dalle associazioni di riferimento. R. In questo disegno di legge di riforma, si prevede che siano sei i componenti designati dalle regioni, tre dal governo e tre dalle maggiori associazioni di categoria imprenditoriali, attraverso un organo costituzionale come il Cnel, che rappresenta tutto il mondo del lavoro. Il tredicesimo componente del cda è il presidente, che viene nominato, su proposta del ministro, previa intesa con la conferenza permanente stato-regioni. Sottolineo d'intesa, uno strumento molto forte e vincolante. Non un parere. Le regioni devono quindi essere a priori d'accordo sulla nomina del presidente, figura altamente rappresentativa. Una scelta che tiene conto, sostanzialmente e formalmente, della volontà delle regioni, che non si trovano quindi in minoranza. Per quello che concerne i tre componenti delle categorie, è chiaro che siano quelle maggiormente rappresentative a far parte del consiglio dell'Enit. Non credo che ci siano dubbi. D. Non è altrettanto chiaro per Jannotti Pecci, presidente di Federturismo. R. Dal punto di vista del ministero si deve seguire una procedura istituzionale. Poi, che Federturismo, Confturismo e Assoturismo siano naturalmente le tre principali associazioni imprenditoriali è un dato di fatto. Non c'è comunque volontà di imporre una certa strada, ma di aprire un dialogo costruttivo e aperto fra le parti su una base normativa sempre possibile di integrazione, secondo le regole democratiche. Il ministero ha voluto dare soltanto un ambito istituzionale alla riforma. È ingiusto attaccare il ministro a cui, tra l'altro, va ascritto il merito di essere riuscito a vincere una battaglia fondamentale, per inserire il turismo come elemento essenziale nella nuova costituzione europea. Il ministro inoltre si è impegnato a portare avanti altre azioni per il rilancio del sistema turistico italiano. Un esempio è il protocollo d'intesa, sottoscritto con il ministro degli esteri e con l'Enit, per rafforzare la promozione turistica attraverso le ambasciate e gli istituti di cultura italiana all'estero