«Scelsi di vivere qui per il verde e per il silenzio. Mi ricordava certe piazze parigine. Ora vogliono rovinare tutto. Che si fermino, che ci ripensino...». Gillo Dorfles abita in piazzale Lavater da una ventina d'anni. Il verde, il silenzio e poi quei palazzi art déco, «così particolari, così insoliti». Un gioiello. «Ma ci pensa? Un parcheggio a pochi metri da alberi centenari che sicuramente non reggerebbero all'assalto delle ruspe delle auto. E il silenzio? Speriamo che il Comune faccia retromarcia». Il critico d'arte: «Vivo qui da anni, è come un angolo di Parigi» Da pagina 1 «Scelsi di vivere qui per il verde e per il silenzio. Mi ricordava certe piazze parigine. Ora vogliono rovinare tutto. Che si fermino, che ci ripensino...». Gillo Dorfles abita in piazzale Lavater da una ventina d'anni. Il verde, il silenzio e poi quei palazzi art déco, «così particolari, così insoliti». Un gioiello. «Ma ci pensa? Un parcheggio a pochi metri da alberi centenari che sicuramente non reggerebbero all'assalto delle ruspe, delle auto. E il silenzio? Qui per almeno due anni sarà un fracasso continuo e poi, a cantiere finito, il viavai delle auto». Meglio non pensarci. E continuare a «sperare che il Comune faccia retromarcia, che qualcuno blocchi lo scempio». Verde a rischio Gli alberi di piazzale Lavater. A destra il critico d'arte Gillo Dorfles Dorfles aveva scritto già quattro anni fa al Corriere per contestare i box sotterranei e per chiedere di salvare la «sua» piazza. Il progetto scriveva «sconcerebbe in maniera brutale il folto gruppo arboreo di via Morgagni: una delle poche arterie, sistemata recentemente nel migliore dei modi, con recinti per i cani, gioco delle bocce, attrezzature per l'infanzia, e persino "salottino marmoreo" con panche, sedie e tavolini». Da allora, nonostante i primi pareri contrari di Soprintendenza delitto. Sì, un delitto. Contro il verde e contro il bello». Nel quartiere intanto è già rivolta. Striscioni e lenzuola dai balconi, petizioni, raccolte firme e una manifestazione già convocata per il 30 giugno. Nei mesi scorsi gli abitanti avevano perfino commissionato una perizia agli agronomi dell'università. Responso certo e inappellabile: gli alberi centenari non reggeranno allo stress da auto. Da pochi giorni è stato creato anche un blog (http:piazzalavater.blogspot.com) per aggiornarsi sulle novità e discutere le mobilitazioni. Il progetto di box sotterranei (200 per residenti, altrettanti a rotazione) nasce ai tempi della giunta di Gabriele Albertini, quando Lavater entrò nella lunga lista del piano urbano parcheggi. «Da allora ricorda l'ex assessore Edoardo Croci, un altro residente "illustre" del quartiere è stata una continua altalena di pareri contrari e favorevoli. Sia la Soprintendenza che la Commissione per la tutela del paesaggio dissero inizialmente no, salvo poi, a pochissimi mesi di distanza, cambiare idea». e Commissione per il paesaggio, il normale iter burocratico non s'è mai arrestato. Ora manca solo l'ultimissimo tassello, l'approvazione in giunta del progetto finale. Questione di settimane. La delibera non arriverà venerdì in giunta solo perché gli uffici dell'assessorato ai lavori pubblici sono intasati di pratiche. Ma prima dell'estate Palazzo Marino pronuncerà l'ultimo e definitivo sì. «Per interessi economici ribadisce oggi Dorfles si rischia di commettere un'idiozia"
MILANO Box in piazzale Lavater Dorfles: Oasi da salvare
Gillo Dorfles abita in piazzale Lavater, un quartiere di Milano, da una ventina d'anni. Egli ama il verde e il silenzio della piazza, che gli ricorda alcune piazze parigine. Tuttavia, il Comune vuole costruire box sotterranei per i residenti, che potrebbero danneggiare gli alberi centenari della piazza. Dorfles e gli altri abitanti del quartiere stanno organizzando una manifestazione per fermare il progetto. La Soprintendenza e la Commissione per la tutela del paesaggio hanno già espresso pareri contrari al progetto, ma il Comune potrebbe comunque approvarlo.
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