La battaglia di Legambiente, geologi e Soprintendenza No al progetto del residence gestito da giovani disabili ADRO (Brescia) Per la Provincia e il Comune di Adro è un «semplice lago di torbiera» senza particolari interessi ambientali. Per gli attivisti di Legambiente, i geologi bresciani e gli ispettori della soprintendenza il laghetto del Sala è da proteggere perché rappresenta «un ecosistema unico nel suo genere». La battaglia è tutta contro il progetto che prevede la costruzione di un resort gestito da giovani disabili e finanziato dalla Isparo, Società Cooperativa Sociale Onlus. L'intervento prevede la costruzione di 7.785 metri quadrati e 33.194 metri cubi di fabbricati che prenderanno il posto dei canneti, costruzioni alte fino a sette metri, oltre a numerosi parcheggi interrati ed esterni per circa 300 posti auto. Tanto è bastato per convincere Legambiente a presentare un esposto alla Soprintendenza e a Paolo Corsini, parlamentare del Pd, a chiedere lumi al ministero dell'Ambiente con un'interrogazione urgente. Spiega Silvio Parzanini, presidente Legambiente Franciacorta: «Il laghetto del Sala costituisce una forma assolutamente unica dell'anfiteatro morenico sebino e rappresenta un segno di grande rilevanza della storia geologica del territorio della Franciacorta. E se unico non era di certo, è sicuramente l'unico di cui sia rimasta traccia». Per gli ambientalisti la differenza tra il laghetto del Sala e le Torbiere è legata ovviamente all'ampiezza, ma soprattutto all'età, essendo le Torbiere comprese tra l'ultima e penultima cerchia morenica, cioè le più recenti, mentre il Laghetto del Sala è legato a cerchie ben più antiche. Come dire che il lago di Adro non si può toccare, perché unico testimone preistorico di come è cambiato l'ambiente in migliaia di anni. Affonda Angelo Valsecchi, ispettore onorario della Soprintendenza Archeologica della Lombardia: «La carta archeologica della Provincia di Brescia segnala, nei pressi di quella zona umida, ritrovamenti di reperti dell'età del bronzo. Il toponimo "Sala" è di origine longobarda e il sito è sensibile dal punto di vista ambientale per la presenza di elementi tipici del paesaggio: le colline moreniche, i vigneti e la zona umida con la caratteristica vegetazione». Mentre in Comune gettano acqua sul fuoco e non parlano, Laura Ziliani, geologa e promotrice di un documento a cui hanno aderito altri 30 colleghi bresciani, non le manda certo a dire: «Il fatto che a promuovere il progetto del centro alberghiero sia un soggetto con finalità sociali non può costituire motivo per compromettere in modo irreversibile un ambiente di grande interesse geomorfologico, oltre che naturalistico e paesistico. L'auspicio è quello di un ravvedimento del Comune di Adro, nonché di un rigoroso controllo da parte degli enti preposti alla tutela ambientale e paesaggistica».
Il laghetto del Sala testimone della preistoria
La Provincia e il Comune di Adro hanno presentato un progetto per la costruzione di un resort gestito da giovani disabili sul lago del Sala, una zona umida unica nel suo genere. Legambiente, geologi e ispettori della Soprintendenza hanno presentato un esposto per fermare il progetto, affermando che il lago rappresenta un ecosistema unico e sensibile dal punto di vista ambientale. Il resort prevede la costruzione di 7.785 metri quadrati e 33.194 metri cubi di fabbricati, che avrebbero danneggiato la zona umida e il paesaggio. Legambiente ha chiesto un controllo rigoroso da parte degli enti preposti alla tutela ambientale e paesaggistica.
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