Comincia la vendita delle auto elettriche. In queste pagine, ad esempio, diamo conto del debutto sul mercato canadese e americano della Smart, per il cui acquisto in Italia bisognerà attendere però il 2012. Ma il nostro è un Paese straordinario che sa regalare continue sorprese. Soprattutto per gli automobilisti. A Milano, ad esempio, l'installazione delle 200 colonnine di rifornimento per le auto, deliberato un anno fa dopo l'accordo con A2A, ente gestore dell'energia elettrica, è fermo. Ragioni tecniche? Problemi burocratici? Di sicurezza? No, questa volta il veto arriva nientepopodimeno che dalla Sovrintendenza alle Belle Arti e dal settore Arredo del Comune. Secondo quanto riportato nelle cronache, i tecnici hanno bocciato il colore acciaio con logo azzurro previsto sulle colonnine e hanno giudicato più adatto un grigio scuro con inserti gialli, oppure blu. È una notizia fantastica. Che allunga i tempi di diffusione dell'auto elettrica, pazienza, ma che siamo sicuri a questo punto sia il preludio a tanti altri severi interventi relativi al decoro urbano. Piccolo promemoria per la Sovrintendenza, dunque: le orribili insegne di certi negozi (a proposito: chi fornisce i permessi per le vetrine dei centri «massaggi» thailandesi?), la confusa foresta di segnali stradali vecchi e scrostati, i «panettoni» di cemento (grigio scuri, per carità...) contro i quali più di un automobilista ha lasciato il paraurti, intere aree stradali occupate da cantieri abbandonati... Possiamo essere certi che, una volta ridipinte le fondamentali 200 colonnine, la Sovrintendenza si occuperà anche di tutti questi piccoli dettagli?