ANCORA disagi per residenti e visitatori del centro commerciale Poseidon di Carini. Dopo un weekend di fuoco, con un'affluenza record di 40 mila presenze al giorno e la paralisi dello svincolo autostradale, a complicare le cose ci si è messo pure il brutto tempo: a causa del temporale di ieri notte, in tre punti vendita si sono verificate infiltrazioni d'acqua ed è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. Nessuna tregua nemmeno per gli automobilisti, anche se l'affluenza si è abbassata a 20 mila presenze. In vista del prossimo fine settimana i gestori del centro contano sull'apertura di un nuovo parcheggio di 500 posti. Al momento non è stato predisposto nessun piano d'emergenza da parte dell'Anas e della polizia municipale per scongiurare un nuovo blocco. La realizzazione della rotonda all'altezza dello svincolo autostradale di Carini e la bretella laterale per orientare il traffico verso la zona di villeggiatura non sono bastate a evitare la paralisi. A poco sono servite anche le altre quattro vie di sfogo che avrebbero dovuto alleggerire il traffico sulla rotonda. Il picco si è raggiunto domenica, con un'affluenza che ha sfiorato le 41 mila presenze e code di auto lunghe 3 chilometri. Tanto che l'Anas è stata costretta a chiudere lo svincolo di Carini in entrambe le direzioni, in attuazione del piano di emergenza previsto in caso di imprevisti e necessità. Solo ieri la rotondaè stata riaperta al transito. Il direttore del megastore, Antonio Biagianti, parla di situazione eccezionale: «Quando saremo a regime con i parcheggi e verrà realizzata la quinta uscita verso Capaci, si tornerà alla normalità. Da parte nostra è stato fatto tutto il possibile per fronteggiare l'emergenza: abbiamo attivato un presidio di 20 vigilantes anziché i 7 previsti e ci siamo attenuti alle indicazioni dell'Anas per quanto riguarda la realizzazione di un piano interno sulla viabilità». La società che gestisce il centro ha finanziato la realizzazione di un'uscita verso Capaci. Finora è stato realizzato solo il primo tratto. Il completamento spetta alla Provincia. C'è chi solleva dei dubbi sull'adeguatezza dello studio di fattibilità e d'impatto ambientale della struttura. «Evidentemente - spiega il consigliere comunale di Carini Giovì Monteleone - le misure previste non sono sufficienti. Lo studio di fattibilità è stato pensato in totale spregio dei vincoli paesaggistici e dell'impatto sulla viabilità. Non solo non è stata ultimata la quinta via di sfogo, ma non sono neppure stati eseguiti gli interventi sul verde previsti per limitare l'impatto di questo mostro di cemento. La Soprintendenza ha imposto di realizzare sottoterra il depuratore che sorge a 50 metri dal megastore per salvaguardare il paesaggio ma poi ha autorizzato questo scempio: una grave e inspiegabile contraddizione». Replica il geometra del comune di Carini, Mario Cipriano: «Tutte le opere urbanistiche in concessione sono state effettuate secondo il piano di fattibilità. Gli unici interventi non ancora realizzati del tutto sono relativi alla sistemazione del verde. Le montagne di terra intorno alla struttura sono state rimosse subito dopo l'inaugurazione del centro e il roof garden è in via di completamento». Al momento il megastore è ancora in una fase di collaudo, in attesa del certificato di agibilità che dovrebbe essere concesso dal comune di Carini. Il neosindaco Giuseppe Agrusa, che ha accolto con molto favore l'apertura del colosso dello shopping, minimizza sui disagi del fine settimana: «Si è solo trattato di un evento eccezionale, dovuto all'impatto mediatico e all'interesse iniziale suscitato dalla novità. Sono certo che tra un paio di mesi so tornerà alla normalità, come è successo per il centro Forum di Brancaccio». Il prossimo week-end sarà intanto un nuovo test per le forze dell'ordine. Oltre ai 20 vigilantes privati, a controllare la sicurezza stradale ci saranno due vigili urbani e un presidio di carabinieri. L'Anas non esclude che si potrebbe nuovamente ricorrere al piano d'emergenza, con la relativa chiusura dello svincolo di Carini.