Parte con un incontro informale alla Pia casa il processo partecipativo che nei piani dell'amministrazione porterà alla redazione dei nuovi strumenti urbanistici della città. Un piano strutturale e un regolamento urbanistico che non consumeranno altro territorio. Un'idea che piace agli ordini professionali, architetti in testa, che per voce del loro presidente Elvio Cecchini si augurano che in futuro nuove porzioni di terreno saranno utilizzate solamente per necessità indispensabili e con qualità assolutamente certificate, ma che suscita anche qualche perplessità. Soprattutto perché nel frattempo è in corso una variante all'attuale piano strutturale e al regolamento urbanistico che arriveranno in consiglio entro la fine di luglio per l'adozione e manterranno in vita i piani attuativi. Ed è inevitabile che questo penda sulle sorti di un nuovo piano strutturale che ancora deve prendere vita. Per Alessandro Tambellini, capogruppo dell'Ulivo-Pd, infatti è «in corso una variante che sarà adottata a settembre e si basa su un'impalcatura giuridica per sanare una situazione irregolare piuttosto che su contenuti di carattere urbanistico». In chiusura d'intervento poi si chiede se sia opportuno giungere alla conclusione del percorso di partecipazione di un piano strutturale in concomitanza con una campagna elettorale che difficilmente permetterà di non occupare nuove porzioni di territorio. «Cose che abbiamo già visto pericolosamente in passato», dice lui. Il punto su cui sono tutti d'accordo è capire quale idea di Lucca abbiamo per il futuro. «Tutto nasce dalle scelte fatte dai nostri predecessori per la preservazione del territorio - prosegue Cecchini - una cosa che si è persa negli ultimi anni. Ora non dobbiamo più ripercorrere le stesse strade che hanno portato a risultati devastanti che alla lunga porteranno al tramonto definitivo delle potenzialità di un territorio già compromesso». Perplesso Piero Angelini, numero uno di Governare Lucca per il quale «si corre il rischio di fare politica di alto livello dando poi per scontato che la variante che tra poco arriverà in consiglio sia una cosetta da poco. Forse invece si dovrebbe rimettere in moto l'edilizia lucchese con un piano strutturale di medio periodo e poi, quando ci sono i tempi politici e giuridici, mettere mano a un piano strutturale di questo tipo». Mentre dal Comitato Parco di Sant'Anna fanno sapere che secondo loro non c'è alcuna necessità di un nuovo piano strutturale visto che ci sono più di 6.700 abitazioni in esubero rispetto alle reali esigenze della popolazione. «Solo una nuova viabilità potrebbe suggerire l'esigenza di un nuovo strumento urbanistico - dice il loro portavoce Umberto Capocchi - ma pensiamo che prima di parlare di interventi per una nuova viabilità dovranno passare ancora molti anni».