Ruspe all'opera, nottetempo, per spianare una duna a Marina di Grosseto, ed è giallo. Non tanto per l'orario insolito dei lavori; d'estate, per non disturbare i bagnanti, le ruspe possono approdare in spiaggia solo dopo le 20. Quanto perché in molti si chiedono come sia possibile eliminare una duna ventennale. L'arenile in questione si trova davanti a Villa Gaia ed è in concessione alla società Etruria Nova che possiede anche l'ex colonia della villa dove da anni si sta realizzando un albergo. Su quel pezzo di spiaggia, Etruria Nova ha il permesso di piantare ombrelloni e cabine in virtù della vecchia concessione appartenuta alla colonia "per cure elioterapiche", ma non ha (ancora) l'autorizzazione per realizzare uno stabilimento, la cui assegnazione sarà stabilita da un bando insieme ad altri quattro punti della spiaggia ancora sgombri da strutture. A Villa Gaia, da un paio di settimane, una grossa escavatrice rimuove decine di metri cubi di sabbia. Da almeno dieci anni il concessionario chiede infatti le autorizzazioni a spianare l'arenile per poter utilizzare lo spazio a sua disposizione. Tutto in regola, garantiscono al Comune. Le autorizzazioni ci sono. Ma tra gli abitanti di Marina, alcuni gestori degli stabilimenti con in testa il presidente della Cooperativa degli stabilimenti balneari, Giorgio Maretti, e lo stesso presidente della Circoscrizione, Luigino Brezzi, non ci vedono chiaro. Il problema è legato alla natura del cumulo sabbioso. Premessa: la sabbia della spiaggia non si può toccare. Ogni granello, se spostato da una parte, va "smaltito" sulla stessa spiaggia, cioè semplicemente traslocato. Postilla: l'unica sabbia che si può, anzi si deve, portar via è quella "inquinata", non necessariamente da sostanze nocive, bastano anche solo sassi o sporcizia. E qui iniziano i grattacapi. Tecnici comunali, del Demanio e della Soprintendenza ai beni culturali e ambientali hanno definito quella in questione una duna "artificiale", risultato - spiegano all'ufficio tecnico dell'assessore Giuseppe Monaci, che ha anche la delega al Demanio e al Piano collettivo di salvataggio e pulizia arenili - della pulizia della spiaggia fatta negli anni. Nel maggio del 2000 - addirittura dieci anni fa - arriva dal Comune la prima certificazione che la duna è formata da sabbia di risulta della pulizia. Seguono, nel settembre 2009, il nulla osta alla rimozione arrivato dopo l'indagine del Servizio procedimenti autorizzatori in aree vincolate, del settore Urbanistica, gestione del territorio, e quello della Capitaneria dello scorso maggio. Col silenzio assenso della Soprintendenza, due settimane fa sono iniziati i lavori, che devono finire nel giro di 30 giorni. Ma è davvero una duna "inquinata"? «Se così fosse - spiega Maretti - vorremmo sapere dove, di notte, riescono a smaltire quella sabbia». «Se così non fosse - spiega invece Brezzi - ci si chiede perché la sabbia non è usata per il ripascimento della spiaggia, considerati anche i problemi di erosione che stiamo affrontando in questi anni». Perché questi dubbi? Perché, spiega Maretti che di spiaggia se ne intende, «tutte le dune nascono perché la sabbia trova un ostacolo non solo naturale, come una pianticella, ma anche artificiale, come un sacchetto, e si ingrandiscono anno dopo anno. Anche l'incuria può far nascere una duna e, se così fosse, è sufficiente per revocare la concessione». «A prescindere da come è nata e se la si può demolire - conclude Brezzi - è stato certamente scelto il periodo dell'anno meno adatto, perché anche se i lavori iniziano a tarda sera, intralciano il passeggio del dopo cena sulla passeggiata».
TOSCANA - MARINA DI GROSSETO. Ruspe in azione contro la duna
La società Etruria Nova sta spianando una duna a Marina di Grosseto, in virtù di una concessione per cure elioterapiche. La duna è stata definita "artificiale" dal Comune, poiché è stata creata dalla pulizia della spiaggia. Tuttavia, alcuni gestori degli stabilimenti balneari e il presidente della Circoscrizione hanno dubbi sulla natura della duna, poiché non è stata creata da un ostacolo naturale o artificiale. Chiedono di sapere dove vengono smaltiti i materiali rimossi e perché non viene utilizzata la sabbia per il ripascimento della spiaggia. I lavori devono finire entro 30 giorni.
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