Questa mattina ad attendere i visitatori di Villa dei Mulini una, ormai insperata, potatura della siepe. E a San Martino giardini puliti e in ordine. Una tirata a lucido attesa da tempo e che oggi si potrebbe imputare sì, alla inaugurazione della mostra su Charlotte Bonaparte, ma in buona parte al nuovo sovrintendente Agostino Bureca che, arrivato da poco più di tre mesi ha preso atto delle carenze che affliggono da anni le ville. Musei nazionali che ogni anno ricevono 180 mila visitatori, e che pur ammettendo che «in cassa ci sono zero euro per la manutenzione» ha cercato di trovare soluzioni alle emergenze più evidenti. Ora servono almeno 7 milioni di euro per un progetto complessivo di restauro e valorizzazione di villa dei Mulini e della residenza di San Martino. O almeno è questa la cifra annunciata dal sovrintendente che ha l'arduo compito di riportare all'antico splendore i due musei, in vista dei festeggiamenti del bicentenario dell'arrivo di Napoleone all'Elba, nel 2014. Ai Mulini, oggi, filtra acqua dal tetto con conseguenze deleterie per gli affreschi e gli arredi della villa. Dovrà essere rifatto il tetto e sistemate le superfici esterne, mentre a San Martino sarà consolidata la struttura. Lavori che Bureca ha annunciato in tempi brevi, essendo già disponibile un finanziamento di due milioni di euro (uno dal Lotto e uno dai Ministero dei Beni Ambientali e Infrastrutture). Il progetto esecutivo è in fase finale e sarà presentato alla direzione generale di Firenze per l'approvazione. Se tutto procede secondo i tempi stabiliti ad ottobre potranno iniziare i lavori. «Questi interventi non saranno immediatamente percepiti dal visitatore - ha fatto presente Bureca - ma sono quelli prioritari per poi procedere con la sistemazione anche degli interni». Diventano quindi fondamentali i sette milioni necessari al restauro complessivo. A questo aspetto la Sovrintendenza sta lavorando insieme alla Regione Toscana, la Provincia di Livorno e il comune di Portoferraio attraverso un tavolo tecnico che, oltre a valutare il progetto verificherà anche le future possibilità gestionali dei musei, inseriti in un percorso storico archeologico della città di Portoferraio. A settembre sarà pronto un accordo di programma a cui parteciperà anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno, uno dei partner principali del progetto. Nello stesso tempo la direttrice delle residenze, Roberta Martinelli, sta conducendo delle ricerche approfondite per riportarvi gli antichi arredi, partendo dall'inventario napoleonico. Il 10 dei due milioni di euro iniziali saranno destinati agli interni delle ville «per far vivere al visitatore la stessa atmosfera che circondava l'imperatore e la sua corte». Le mostre che negli anni la direttrice ha portato all'Elba sono solo l'inizio di questo percorso. Dopo i "Fasti imperiali", quest'anno è la volta della nipote dell'imperatore corso. Dal 15 giugno è aperta al pubblico, proveniente dai Musei Napoleonici di Roma "Charlotte Bonaparte: la romantica vita di una principessa artista", che vede in esposizione abiti, oggetti, libri, ma soprattutto quadri che ritraggono la discendente di Napoleone, la prima ad essere venuta all'Elba sulle tracce del famoso zio. La mostra resterà all'Elba fino al 30 settembre. Dal 15 poi si trasferirà alla malmaison di Parigi. Il Comune di Portoferraio durante l'estate organizzerà eventi collaterali, con serate a tema sulla figura di Chalotte e sulla moda delle donne Bonaparte.