Fino a qualche mese fa era un affare da milioni di euro in termini di appartamenti e altri fabbricati. Oggi la trasformazione degli ex magazzini della Manifattura tabacchi, fra via Filzi e l'ex scalo merci, a ridosso delle Mura, è un'operazione immobiliare (da 60mila metri cubi) in fase di congelamento. Il recupero del complesso - di proprietà della società Alfieri srl, collegata al gruppo fiorentino Baldassini-Tognozzi-Pontello, coinvolto nell'inchiesta delle Grandi opere - potrebbe essere cancellato. O comunque rimandato al nuovo piano strutturale. Nella variante di riallineamento fra piano strutturale e regolamento urbanistico, in effetti, il piano norma dei Magazzini della Manifattura (caldeggiato a suo tempo anche dal coordinatore nazionale di Fi, Dennis Verdini, amico di Riccardo Fusi, presidente della spa Pontello-Tognozzi-Baldassini) viene considerato «decaduto». E quindi inesistente. Tuttavia, fino a quando la variante non sarà almeno adottata, il piano rimane in vigore. Resta, però, da vedere se potrà essere approvato in tempi brevi. O comunque prima della variante che lo cancella. Come piano norma - piano articolato imposto dal regolamento urbanistico per le operazioni immobiliari consistenti - deve passare due volte dal consiglio comunale: prima per l'adozione e poi per l'approvazione definitiva. Nel mezzo ci sono anche i giorni per la presentazione delle osservazioni o di eventuali modifiche. Al momento, la pratica ha appena iniziato l'iter che, oltretutto, si è anche rivelato tutto in salita: il 17 febbraio, infatti, il progetto è stato bloccato dalla Conferenza dei servizi composta da Comune, Provincia, Sovrintendenza e Regione. L'esito, del resto, non poteva essere diverso visto che il piano era stato bocciato qualche giorno prima (il 9 febbraio) dal collegio ambientale del Comune, chiamato a esprimersi sulle operazioni immobiliari inserite in contesti di particolare pregio ambientale e paesaggistico. La proposta della società controllata dalla Bpt (di cui è presidente l'imprenditore Fusi, indagato nell'inchiesta sulle Grandi opere) non viene considerata compatibile con la vicinanza con le Mura e con le ville Liberty della zona. L'idea avanzata dalla proprietà di demolire i fabbricati esistenti - che il Comune ribadisce non essere vincolati - per realizzare tre nuovi lotti, alleggeriti da verde pubblico non è piaciuta. Anzi viene considerato in contrasto con il Pit, il Piano di indirizzo territoriale della Regione, perché, fra l'altro, non prevede la vista sulla Mura. Polemiche, anche di natura politica, poi sono nate intorno a questo progetto per le nuove destinazioni d'uso inserite. In particolare, Governare Lucca, ha contestato l'eccesso di volumetrie residenziali. Sostiene che le abitazioni occupano, in base al progetto presentato (e oggi da rivedere) 12.254 metri quadri a fronte dei 4.470 metri quadri destinati ad attrezzature collettive. Ancora oggi, però, le norme tecniche di attuazione del regolamento urbanistico consentono di trasformare in appartamenti, residenze per categorie speciali (come anziani e disabili) o strutture collettive fino al 50 della volumetria esistente; il resto può essere utilizzato per uffici, pubblici esercizi, impianti sportivi coperti e scoperti (da palestre a piscine, fino anche ai maneggi), ma anche per realizzare scuole o per attività di artigianato di servizio, dalle lavanderie ai parrucchieri. Se tutto questo verrà realizzato, però, è da vedere. La pratica «è ancora aperta», conferma il Comune. Bisogna vedere se verrà prima adottata la variante o il piano norma. O se, invece, tutta l'operazione verrà rimandata (e in quali termini) al nuovo piano strutturale annunciato ufficialmente ieri dal sindaco alla città.
TOSCANA - LUCCA. La variante congela il piano dei Magazzini
Il progetto di recupero degli ex magazzini della Manifattura tabacchi a ridosso delle Mura a Lucca è in fase di congelamento. La società Alfieri srl, proprietaria del complesso, ha presentato un piano di recupero che prevede la demolizione dei fabbricati esistenti e la realizzazione di tre nuovi lotti. Tuttavia, il piano è stato bloccato dalla Conferenza dei servizi composta da Comune, Provincia, Sovrintendenza e Regione, che ha espresso preoccupazioni sulla compatibilità del progetto con la vicinanza con le Mura e con le ville Liberty della zona.
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