Garibaldi e Marsala sembrano un binomio inscindibile, di quelli che non si discutono. Come avrebbe potuto fare a meno il Generale di Marsala? E la città del vino, d' un colpo famosa dopo lo sbarco, è possibile immaginarla senza camicie rosse e proclami garibaldini? Sicuri che un' identità tanto intrecciata abbia preso corpo in un monumento, quasi ce lo immaginiamo grondante retorica. Proprio lì, sulla riva dello sbarco fatale. Poi leggiamo "Non più Mille" (Coppola editore, 136 pagine, 10 euro) inchiesta di Giacomo Di Girolamo, Antonella Genna e Francesco Timo, tre cronisti del giornale online "Marsala. it", che in occasione del 150 anniversario decidono di raccontare i tentativi di costruire a Marsala un monumento a Garibaldi. I tre chiedono aiuto ai lettori e vengono sommersi da informazioni, il monumento incompiuto diventa un esercizio di memoria collettiva: che rivendica il proprio diritto a esistere, proprio in questa Italia smemorata. La storia del mai realizzato monumento marsalese inizia meno di un mese dopo lo sbarco.È il9 giugno del 1860, in una seduta del Consiglio Civico si dichiara la volontà di tramandare la memoria dell' epopea garibaldina con un degno monumento. Idea accolta con grandi entusiasmi, ma in mancanza di soldi bisogna aspettare tempi migliori. Arrivato il 1868 Marsala ospita un busto del Generale, ma non basta. Un busto va bene per un luogo di passaggio, la città aspira a una scultura in marmo o bronzo. Che sia un omaggio all' Eroe, ma anche un monumento a se stessa per il suo ruolo nell' impresa che ha fatto l' Italia. Nel 1893 un secondo tentativo, quando nel porto s' inaugura una piccola colonna sormontata da una Vittoria alata. È un' opera provvisoria, un segnaposto per il monumento di là da venire disegnato dall' architetto Giuseppe Damiani Almeyda. Sul basamento si legge "Marsala memore e fiera a perenne ricordo", per ripensarci però subito:e chiudere in epico diminuendo, che confessa d' essere «in attesa di più degno monumento». Poi con lo scirocco, la colonnina troppo esile non resiste. Oggi rimane solo il malinconico basamento. Nel 1910, altro tentativo. Lo Stato finanzia due monumenti gemelli a Quarto e a Marsala, e stanzia 50 mila lire per quello marsalese. Un concorso di idee è vinto da Ettore Ximenes, scultore di successo e autore di statue garibaldine sparse in tutta Italia. E Ximenes progetta una grande colonna quadrata con fregi laterali, anche questa collocata al porto in attesa del monumento definitivo: che invece non arriva, perché lo scultore non è stato mai pagato perché i soldi che il Comune ha preso sono nel frattempo finiti. Maa Quarto il monumento gemello viene inaugurato da D' Annunzio e a Marsala si corre ai ripari. Come se il monumento davvero esistesse, si immortala il progetto di Ximenes in guide e cartoline che in giro per il mondo esibiscono il "Monumento nazionale a Giuseppe Garibaldi". Scrivono i nostri cronisti: «il monumento diventerà una sorta di mostro di Loch Ness siciliano, tutti giurano di averlo visto ma non esiste». L' elenco dei tentativi appena accennati è lungo, promesse e progetti si accumulano nei decenni e tutti, da Mussolini a Craxi, assicurano che Garibaldi avrà presto il suo monumento. Il 14 giugno 1986 Craxi pose pure la prima pietra e la cosa sembrava già fatta. Seguirono appalti, soldi, finanziamenti regionali. Fino a quando l' 11 maggio 1988 la Capitaneria di Porto non denuncia il Comune di Marsala: l' area su cui si sta costruendo il monumento appartiene al demanio, nessuno ha mai chiesto il necessario permesso e manca il parere favorevole della Soprintendenza. Il monumento, già costato alle casse regionali 1 miliardo e 200 milioni, è abusivo. A ridosso delle celebrazioni per il 150 anniversario scorrono altri disegni e altri concorsi di idee. In ultimo, vince un progetto che costerebbe la bellezza di 4 milioni di euro ma non può realizzarsi perché non ci sono i soldi. Si ricomincia daccapo, in attesa del 200 anniversario.
PALERMO - per Garibaldi a marsala un monumento fantasma
Il testo racconta la storia del tentativo di costruire un monumento a Giuseppe Garibaldi a Marsala, una città del sud Italia. La storia inizia nel 1860, quando il Consiglio Civico di Marsala decide di costruire un monumento a Garibaldi, ma non ha i soldi per farlo. Nel corso degli anni, ci sono altri tentativi, ma nessuno di essi riesce a realizzarsi. Nel 1986, il ministro Craxi posa la prima pietra del monumento, ma la costruzione viene fermata nel 1988 quando la Capitaneria di Porto scopre che il Comune di Marsala non ha ottenuto il permesso necessario. Oggi, il monumento rimane incompiuto e il progetto è stato abbandonato.
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